Il pomeriggio di mercoledì 16 settembre, Carlo Scimmi, un anziano di 89 anni, è stato rinvenuto senza vita nella sua abitazione di via Paganini, situata nel quartiere Rivo di Terni. L'ipotesi al vaglio degli inquirenti suggerisce che l'uomo possa essere stato colto da un malore improvviso proprio mentre si accingeva ad aprire la porta a individui che lo avevano precedentemente contattato telefonicamente per un presunto tentativo di truffa. La Procura ha prontamente aperto un fascicolo d'indagine, procedendo per i reati di tentata truffa e omicidio preterintenzionale.

Per fare piena luce sulle cause del decesso e sul momento esatto in cui è avvenuto, è stata disposta l'autopsia. L'incarico è stato affidato dal pubblico ministero che sta coordinando le complesse indagini condotte dalla polizia. L'esame autoptico, previsto per lunedì prossimo, sarà un elemento cruciale per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi che hanno preceduto e determinato la morte dell'anziano all'interno della sua abitazione.

La dinamica del raggiro e l'allontanamento del badante

Un aspetto centrale degli accertamenti investigativi riguarda l'allontanamento del badante che assisteva Scimmi a tempo pieno. L'uomo, infatti, aveva lasciato l'abitazione dell'anziano per recarsi alla caserma dei carabinieri di Orvieto, dopo aver ricevuto una telefonata da un sedicente carabiniere.

Il pretesto fornito durante la chiamata era una presunta questione giudiziaria da risolvere, un chiaro tentativo di allontanare il badante e lasciare l'anziano solo.

La ricostruzione degli eventi suggerisce che l'anziano sia stato vittima di una vera e propria telefonata-truffa, durante la quale gli era stato fatto credere che il figlio si trovasse in gravi difficoltà. Il pensionato è stato poi rinvenuto senza vita dal badante, al suo rientro nell'abitazione dopo aver completato il suo viaggio verso la caserma indicata dai truffatori. Dalle prime verifiche, nell'appartamento non sono stati riscontrati ammanchi di beni, né il contenuto della casa presentava segni di disordine o effrazione.

Gli investigatori non escludono l'eventualità che qualcuno si sia effettivamente presentato alla porta dell'abitazione e che il tentativo di raggiro non sia proseguito a causa di una reazione della vittima o di un malore improvviso.

Non si esclude, inoltre, che possa esserci stata una breve colluttazione, seguita dalla caduta dell'ottantanovenne. Sebbene sul corpo di Carlo Scimmi non siano stati rilevati segni di violenza evidenti, l'esame autoptico sarà determinante per definire con certezza il quadro medico e temporale del decesso.

Gli elementi probatori al vaglio degli investigatori

La Squadra mobile della questura sta conducendo un'analisi approfondita di tutti gli elementi a disposizione. Tra questi, figurano le impronte rilevate dalla polizia scientifica sulla scena, i tabulati telefonici delle utenze acquisite, le testimonianze raccolte e le eventuali immagini provenienti da sistemi di videosorveglianza, tutti dati ritenuti cruciali per ricostruire l'intera vicenda. La Scientifica ha eseguito i rilievi tecnici necessari per supportare le indagini.