Circa trecento persone si sono radunate a Torino, nel quartiere Vanchiglia, per la manifestazione intitolata “Basta morire di strada”. L'iniziativa è stata organizzata in seguito alla tragica scomparsa di Nicolò, un bambino di sette anni investito il 22 settembre 2026 da un'automobile mentre si recava a scuola in bicicletta con il padre. Il presidio si è tenuto la mattina del 23 settembre 2026 lungo corso Regina Margherita, dove i partecipanti hanno formato una “ciclabile umana”, un cordone vivente volto a delimitare la corsia ciclabile e a indurre un rallentamento delle auto in transito nel controviale.

La mobilitazione ha visto la partecipazione di mamme e papà con i loro figli, giovani e anziani, tutti riuniti alle 7:30 del mattino lungo il corso. Il messaggio centrale della manifestazione è stato chiaro e perentorio: “La sicurezza in strada non è un privilegio”. Al civico 63, nel punto esatto dell'investimento, è stata collocata una ghost bike, una bicicletta dipinta di bianco, simbolo commovente in memoria del bambino. Dopo il presidio, i manifestanti hanno proseguito in corteo verso Palazzo di Città, sede del Comune.

La mobilitazione per la sicurezza stradale

Nel luogo dell'incidente, accanto alla ghost bike, sono stati lasciati anche girasoli e un cartello dedicato a Nicolò Di Ciò, recante la frase “Voleva solo andare a scuola in bici”.

La mobilitazione ha richiamato un'ampia partecipazione di ciclisti, attivisti e cittadini, che si sono disposti lungo la corsia ciclabile tracciata a terra. Nel tratto del controviale, le persone e le biciclette hanno formato una barriera visibile, segnalando la presenza della pista ciclabile e, al contempo, evidenziando la pericolosa vicinanza con il traffico automobilistico intenso.

La protesta si è concentrata specificamente sul tratto di corso Regina Margherita dove il bambino è stato investito, ponendo l'accento sulla necessità impellente di migliorare la sicurezza della corsia ciclabile e di attuare misure concrete per ridurre la velocità e il volume del traffico in quell'area urbana. Durante la manifestazione, è stata sottolineata la frequente presenza di auto e camion lungo il controviale e la problematica dei veicoli parcheggiati a ridosso della corsia ciclabile, fattori che contribuiscono a rendere il percorso insicuro per i ciclisti.

Richieste per una nuova mobilità urbana

Alla manifestazione ha preso parte anche Sara Diena, capogruppo di Avs in Consiglio comunale, che ha evidenziato lo stretto legame tra la mobilità urbana, la qualità della vita e la sopravvivenza stessa. Diena ha richiamato l'attenzione sulla situazione del quartiere Vanchiglia, un'area che in pochi isolati ospita oltre sette plessi scolastici e che da anni richiede interventi strutturali per una mobilità più sicura e sostenibile. La consigliera ha espresso pieno sostegno alla proposta avanzata dalla Consulta della mobilità ciclistica, che prevede la chiusura al traffico automobilistico del tratto interessato, pur mantenendo l'accesso garantito ai residenti, al fine di creare un ambiente più protetto per pedoni e ciclisti.