Una tragedia ha colpito Partinico, nel Palermitano, dove il 21 settembre 2026 una madre e suo figlio sono stati rinvenuti senza vita all'interno della loro abitazione in via Lorenzo Perosi. La prima, drammatica ipotesi investigativa suggerisce che il decesso sia stato causato da esalazioni letali provenienti da alcune cisterne, presumibilmente utilizzate per la raccolta dell'uva, situate in un garage sottostante l'abitazione. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, per i due non c'è stato nulla da fare: i sanitari del 118 hanno purtroppo constatato il decesso, mentre i carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti.

La ricostruzione preliminare degli eventi indica una sequenza di fatti straziante. Sembra che il figlio sia sceso per primo nel locale dove si trovavano le cisterne, venendo sopraffatto dalle esalazioni. Non avendo ricevuto alcuna risposta alle sue chiamate, la madre lo avrebbe seguito nel medesimo ambiente, trovando anch'ella la morte. Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno operato per mettere in sicurezza l'intera area, descritta come satura di un'aria irrespirabile. L'intervento iniziale delle squadre di emergenza è stato rapido, con l'arrivo congiunto di personale medico e squadre antincendio.

Le indagini in corso e le misure di sicurezza

I carabinieri stanno attualmente conducendo approfondite indagini per determinare le cause esatte del decesso della donna e del figlio.

Gli elementi finora raccolti si concentrano sul luogo del ritrovamento, sulla presenza delle cisterne per l'uva e sull'ipotesi delle esalazioni sprigionatesi dal garage sottostante l'abitazione. Al momento, non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle cause definitive della morte, che rimangono oggetto di accertamenti specialistici.

Contemporaneamente, i vigili del fuoco hanno svolto un ruolo cruciale nel rendere sicura l'area interessata dall'incidente. Il loro intervento è stato fondamentale per bonificare l'ambiente e prevenire ulteriori rischi. I sanitari del 118, giunti sul posto, hanno potuto solo confermare il decesso dei due congiunti. La comunità di Partinico ha già vissuto tragedie simili in passato: un episodio analogo, che vide la morte di due fratelli, è un triste precedente che si collega al contesto locale e alla tipologia di rischio legata alle esalazioni, richiamando l'attenzione sulla pericolosità di tali ambienti, specialmente in presenza di fermentazione.

I pericoli delle esalazioni da fermentazione

Nel settore delle cantine e della vinificazione, la fermentazione del mosto è un processo naturale che può generare elevate quantità di anidride carbonica (CO2). Questo gas, incolore e inodore, può accumularsi pericolosamente negli ambienti di lavoro, riducendo drasticamente la concentrazione di ossigeno nell'aria e rendendola letale. Data la sua densità superiore a quella dell'aria, l'anidride carbonica tende a stratificarsi verso il basso, creando una condizione di grave pericolo, soprattutto in locali chiusi, seminterrati o scarsamente ventilati, come i garage o le cantine. La consapevolezza di questi rischi è fondamentale per la sicurezza in ambienti dove si manipolano prodotti agricoli in fermentazione.