La procura di Genova ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo in seguito alla morte di una donna di 88 anni, avvenuta lunedì mattina presso il pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. La paziente, giunta in ospedale in gravi condizioni, avrebbe ricevuto una sacca di sangue non compatibile durante la fase iniziale della terapia trasfusionale. L’episodio, che ha coinvolto l’Azienda Ospedaliera Metropolitana di cui il Villa Scassi fa parte, è ora al centro di approfondite verifiche sull’errore rilevato.
La pubblico ministero Paola Calleri, titolare del fascicolo, disporrà nelle prossime ore l’autopsia sul corpo dell’anziana.
L’esame sarà cruciale per stabilire se il decesso sia direttamente collegato alla somministrazione del sangue di gruppo errato o se sia invece riconducibile alle condizioni pregresse della paziente. Non si esclude che, contestualmente all’incarico per l’accertamento autoptico, possano essere notificati avvisi di garanzia al personale sanitario coinvolto nella decisione e nell’esecuzione della trasfusione.
La ricostruzione dell’incidente
La direzione sanitaria dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana ha confermato che l’errore è stato individuato tempestivamente, proprio all’inizio della terapia. In una nota ufficiale, la direzione ha dichiarato: “L’evento è stato rilevato immediatamente all’inizio della terapia trasfusionale e sono state attivate le procedure previste per la gestione dell’incidente e per la tutela della paziente”.
L’Azienda ha inoltre espresso il proprio “profondo cordoglio ai familiari della paziente” e ha assicurato piena disponibilità a collaborare con le autorità competenti.
L’episodio è stato prontamente segnalato dall’Azienda Ospedaliera Metropolitana sia al Ministero della Salute che alla procura di Genova. Le verifiche interne si stanno concentrando sulla fase iniziale della trasfusione e sull’intera catena di operazioni che ha portato alla somministrazione della sacca di sangue. Da una prima analisi interna, è emerso che la sacca risultava regolarmente catalogata; il problema si sarebbe manifestato nell’identificazione della paziente. La trasfusione è stata interrotta non appena l’errore è stato rilevato, ma purtroppo la donna è deceduta.
Accertamenti sul personale e le procedure
Gli accertamenti interni in corso mirano a ricostruire con precisione chi fosse presente al momento dell’incidente, delineando incarichi e competenze specifiche. Le indagini riguardano il coinvolgimento di medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Particolare attenzione è rivolta anche alla revisione dei passaggi operativi e degli ordini collegati alla procedura trasfusionale, per comprendere appieno la dinamica che ha portato all’errore e prevenire futuri incidenti simili. L’obiettivo è fare piena luce su ogni aspetto della vicenda per accertare eventuali responsabilità.