La Questura di Bologna ha disposto tre Dacur, acronimo di Daspo urbano, nei confronti di altrettanti attivisti del collettivo Cua. I provvedimenti giungono in seguito all'aggressione subita da Loris Folegatti, 76 anni, figura nota come esponente del comitato Piazza Verdi ed ex consigliere di Centrodestra nel quartiere San Vitale-Santo Stefano. La notizia è stata diffusa il 28 settembre 2026. I destinatari delle misure sono studenti universitari di età compresa tra i 20 e i 30 anni e, in base a quanto stabilito, non potranno accedere ai pubblici esercizi del centro storico di Bologna.
I tre provvedimenti sono direttamente collegati a un episodio di parapiglia avvenuto il 16 giugno 2026 in Piazza Verdi, nel cuore della zona universitaria bolognese. In quella circostanza, si era verificato uno scontro tra un gruppo di residenti e alcuni attivisti del Cua. L'alterco era scaturito durante un'assemblea pubblica che aveva come oggetto un progetto estivo di riqualificazione della piazza, iniziativa fortemente contestata dal collettivo studentesco.
La dinamica dell'aggressione in Piazza Verdi
La ricostruzione dettagliata dei fatti pone al centro della lite uno smartphone, utilizzato da Folegatti per filmare la scena. Secondo quanto emerso, una delle attiviste avrebbe tentato di sottrarre il telefono all'uomo, provocando una sua reazione.
Folegatti avrebbe risposto con uno schiaffo all'attivista, un gesto che lui stesso ha descritto come "un piccolo buffetto". Immediatamente dopo questo scambio, un altro giovane appartenente al collettivo avrebbe colpito Folegatti con un pugno al volto, causandogli una ferita al sopracciglio.
Le motivazioni e le restrizioni del Dacur
La Questura ha motivato l'emissione dei Dacur come un intervento di prevenzione finalizzato alla sicurezza pubblica. La valutazione operata ha tenuto conto del luogo in cui si è verificato l'episodio, una zona centrale caratterizzata dalla presenza di numerosi locali pubblici e da un elevato tasso di frequentazione. La formulazione del provvedimento sottolinea la necessità di agire “in chiave preventiva, così da tutelare la sicurezza pubblica ed evitare il ripetersi di episodi analoghi”.
È stato precisato che le misure adottate non precludono agli studenti colpiti dal Dacur l'accesso alle strutture e alle aree universitarie. Questo aspetto è stato esplicitato dalla Polizia per chiarire i limiti dei provvedimenti, che si concentrano esclusivamente sui pubblici esercizi del centro storico. Nel frattempo, le posizioni di altri individui coinvolti nell'incidente del 16 giugno sono ancora al vaglio degli inquirenti. Il Dacur, o Divieto di accesso alle aree urbane, rappresenta una misura di prevenzione assimilabile al daspo sportivo, applicata in contesti urbani per garantire l'ordine e la sicurezza.