Una vasta operazione di controllo interforze ha avuto luogo il 3 settembre 2026 nel cantiere del torrente Chiave, situato all’interno del Porto Vecchio di Trieste. Durante le verifiche, sono stati rintracciati circa venti migranti. L’intervento, mirato ad accertare la presenza di persone non autorizzate e a prevenire situazioni di pericolo, ha interessato un’area cruciale per i lavori di recupero di infrastrutture ed edifici. La decisione di procedere con i controlli straordinari è scaturita da segnalazioni pervenute dalle ditte impegnate nei cantieri, che avevano evidenziato la presenza di individui non autorizzati nelle zone operative.

Le verifiche sono state pianificate e decise in sede tecnica dalla Questura di Trieste, a seguito di una riunione di coordinamento tenutasi il 26 agosto e di un successivo tavolo tecnico del Questore, datato 27 agosto. A tali incontri hanno partecipato anche i referenti del Comune e della Regione, coinvolti negli interventi di riqualificazione del Porto Vecchio. Il cantiere del torrente Chiave è stato individuato come punto focale per questa prima fase di intervento, data la sua posizione strategica e centrale rispetto ad altre attività in corso nell’area.

Dettagli dell’operazione nel cantiere del torrente Chiave

Il servizio del 3 settembre 2026 è stato condotto congiuntamente da Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale, supportati da contingenti di rinforzo.

Le circa 20 persone rintracciate sono state sottoposte a verifiche amministrative da parte dell’Ufficio Immigrazione. L’obiettivo primario dell’intervento era contrastare la presenza di soggetti non autorizzati nelle aree di lavoro, considerate zone a rischio sia per l’incolumità delle persone che per la regolare prosecuzione delle attività di cantiere.

Al termine delle operazioni, le condizioni di sicurezza e igiene dell’area sono state ripristinate. È stata inoltre disposta un’attività di vigilanza costante per il perimetro interessato, affidata alle forze dell’ordine e all’Esercito. Gli edifici coinvolti nei controlli rientrano in un più ampio piano di messa in sicurezza e saranno riconsegnati agli enti proprietari una volta completate le necessarie attività.

Controlli analoghi sono già stati programmati ed estesi agli altri cantieri presenti nel Porto Vecchio, per garantire una copertura completa dell’area.

Attività di bonifica e sigillatura nel Porto Vecchio

Le attività di bonifica degli stabilimenti fatiscenti nel Porto Vecchio di Trieste sono state avviate a partire da dicembre, nell'ambito di un'iniziativa di coordinamento. Queste operazioni mirano a riqualificare l'area e a prevenire situazioni di degrado.