La Polizia Locale di Trieste ha intensificato i controlli nel settore turistico e ricettivo, rilevando numerose irregolarità nei primi nove mesi del 2026. L'attività, condotta dal Nucleo Polizia Commerciale, ha interessato ben 280 strutture, evidenziando casi di abusivismo, assenza o non conformità del Codice Identificativo Nazionale (CIN) e altre violazioni. I dettagli di queste operazioni sono stati presentati il 28 settembre 2026 in una conferenza stampa tenutasi in Comune, alla presenza dell'assessore alle Politiche della sicurezza cittadina Caterina de Gavardo, del comandante Walter Milocchi e del vice commissario Pierluigi Marchetti, responsabile del Nucleo di Polizia Commerciale.

Le irregolarità riscontrate nelle strutture ricettive

Le verifiche approfondite hanno portato all'individuazione di situazioni significative di abusivismo. Sono state accertate 20 unità abitative del tutto abusive, completamente prive delle necessarie autorizzazioni e del CIN. Il quadro delle non conformità include anche 13 strutture regolarmente autorizzate ma sprovviste del Codice Identificativo Nazionale, quattro alberghi operanti in modo abusivo e due affittacamere senza le dovute autorizzazioni. Particolare attenzione è stata rivolta anche a quelle strutture registrate come unità abitative turistiche che, di fatto, svolgevano attività alberghiera senza le specifiche licenze richieste.

Oltre alle violazioni dirette sull'autorizzazione delle attività, gli accertamenti hanno rivelato anche problemi legati alla cartellonistica obbligatoria.

Inoltre, sono state riscontrate 13 irregolarità edilizie in diverse strutture. L'ampia operazione di controllo ha avuto come obiettivi primari il contrasto all'abusivismo, la tutela dei consumatori e la garanzia della regolarità e della lealtà concorrenziale nel settore dei servizi turistici e ricettivi.

L'importanza e la diffusione del Codice Identificativo Nazionale (CIN)

Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) si conferma un elemento centrale nel panorama dei controlli. Obbligatorio per tutte le strutture ricettive dal gennaio 2025, a Trieste ha mostrato un trend di adesione in costante crescita. Se a marzo 2025 la copertura si attestava al 77%, ad aprile 2026 era salita all'85% e, al momento della presentazione dei dati, ha superato l'88%, posizionandosi al di sopra della media regionale.

Il comandante Walter Milocchi ha sottolineato come il CIN rappresenti un "elemento fondamentale per la tracciabilità e la regolarità delle strutture ricettive", evidenziando il suo ruolo cruciale per la trasparenza del settore.

Le sanzioni previste per le violazioni accertate variano in base alla gravità dell'infrazione. Si parte da 1.600 euro per l'esercizio di attività senza la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) fino a 1.000 euro per la mancata richiesta del Codice Identificativo Nazionale (CIN).