La Guardia di Finanza ha eseguito due arresti domiciliari, una misura interdittiva e un sequestro preventivo di circa 3 milioni di euro. L’operazione si inserisce nell’ambito di un’ampia inchiesta condotta dalla Procura di Bergamo, che sta facendo luce su una complessa rete di fondazioni, consorzi, cooperative e società di capitali attive nel settore della formazione professionale in Lombardia. Le accuse mosse riguardano gravi reati come peculato, truffa ai danni dello Stato, falso in atto pubblico e bancarotta. La notizia è stata diffusa a Milano il 18 settembre 2026, evidenziando la portata dell'indagine sul sistema formativo regionale.

L’inchiesta coinvolge complessivamente 27 indagati. Al centro dell'attenzione investigativa vi è una fitta rete di enti che gestiscono servizi scolastici e formativi, finanziati in larga parte con risorse pubbliche. Il sequestro ammonta, come detto, a circa 3 milioni di euro, ma il profitto illecito contestato dagli inquirenti supera i 4 milioni di euro. I due principali indagati, una coppia di soggetti originari di Bergamo e con un’esperienza decennale nel campo della formazione professionale, sono stati posti agli arresti domiciliari, segnando un punto cruciale nell'operazione.

Fondi pubblici e accuse di peculato e truffa

Gli accertamenti della Procura si concentrano in particolare sull'utilizzo di risorse pubbliche regionali, destinate al finanziamento o al cofinanziamento di attività formative.

Queste attività erano gestite da enti che gli indagati presentavano sotto la denominazione generica di “Opere”. Nel solo triennio compreso tra il 2022 e il 2024, il volume complessivo dei fondi richiamati nell’inchiesta supera i 50 milioni di euro. Secondo la ricostruzione investigativa, una parte significativa di queste ingenti risorse sarebbe stata sistematicamente dirottata verso società di capitali direttamente riconducibili ai principali indagati, configurando un presunto sistema di appropriazione indebita.

Il comunicato stampa, firmato dal procuratore di Bergamo Maurizio Romanelli, ha sottolineato anche il ruolo di collaboratori e prestanome all'interno della rete sotto indagine, figure che avrebbero facilitato le operazioni illecite.

La contestazione del reato di peculato si fonda sulla qualifica attribuita agli indagati come incaricati di pubblico servizio. Questa qualifica deriva dal fatto che gestivano servizi scolastici finanziati quasi interamente da fondi pubblici, rendendoli responsabili della corretta amministrazione di tali risorse. Le ipotesi di truffa ai danni dello Stato e di falso in atto pubblico si estendono inoltre a una parallela attività legata all’accoglienza dei migranti, ampliando ulteriormente lo spettro delle irregolarità contestate.

Il contesto della formazione professionale in Lombardia

L’operazione della Guardia di Finanza si inserisce in un contesto già segnato da precedenti provvedimenti nel settore della formazione professionale in Lombardia.

Un caso rilevante ha riguardato la Fondazione Ikaros. Il 10 luglio 2026, la Regione Lombardia ha ufficializzato il decreto numero 9332, con il quale è stata disposta la revoca degli accreditamenti alla fondazione per le sp