Un nuovo procedimento giudiziario si è aperto a Roma, focalizzando l'attenzione sul caso di Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola. La donna ha presentato un esposto che è stato prontamente assegnato ai magistrati del pool antiviolenza di piazzale Clodio. L'atto, diffuso il 15 settembre 2026, ipotizza il reato di maltrattamenti a carico dell'ex editore. Le autorità inquirenti hanno già avviato le necessarie verifiche per accertare la fondatezza di quanto denunciato da Potenza.

Questo sviluppo si inserisce in un contesto giudiziario già complesso per Valter Lavitola, che si trova in carcere dal 10 agosto con l'accusa di essere il mandante dell'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci.

L'esposto presentato da Potenza si aggiunge, dunque, al quadro delle attività investigative che hanno già coinvolto la donna. In particolare, lo scorso sabato, l'ex compagna di Lavitola è stata ascoltata per circa dieci ore dai magistrati, nell'ambito dell'indagine relativa all'azione dinamitarda avvenuta nell'ottobre del 2025.

L'esposto per maltrattamenti e le indagini in corso

Il fulcro del nuovo procedimento è l'ipotesi di maltrattamenti, dettagliatamente esposta nell'atto presentato da Natalia Potenza. È fondamentale precisare che la denuncia, in questa fase iniziale, non rappresenta un accertamento definitivo dei fatti, ma l'avvio di una serie di accertamenti. La fase attuale è interamente dedicata alle verifiche degli inquirenti.

Il fascicolo è stato opportunamente assegnato al pool antiviolenza, la sezione della procura specificamente competente per gestire segnalazioni di questa natura. L'attenzione dei magistrati si concentra, pertanto, sia sul testo dell'esposto sia sul racconto fornito dalla donna.

In relazione a questa vicenda, alcune ricostruzioni giornalistiche hanno riportato che Potenza sarebbe stata ascoltata in procura non solo individualmente, ma anche in presenza di diversi testimoni. Nello stesso contesto è stato richiamato il cosiddetto "codice rosso", una procedura pensata per la tutela delle vittime di violenza di genere. Tuttavia, al momento, non sono emerse conferme definitive circa l'effettiva attivazione di tale protocollo.

Questo aspetto rimane, dunque, distinto dall'informazione centrale che riguarda la presentazione dell'esposto per maltrattamenti e l'avvio delle conseguenti verifiche da parte dell'autorità giudiziaria.

I collegamenti con l'indagine sull'attentato a Sigfrido Ranucci

Il nome del giornalista Sigfrido Ranucci emerge in questa complessa vicenda poiché Natalia Potenza era già stata ascoltata nell'ambito dell'indagine relativa all'attentato dinamitardo avvenuto nell'ottobre del 2025. Per tale episodio, Valter Lavitola è attualmente detenuto dal 10 agosto, accusato di essere il mandante. L'audizione di Potenza, svoltasi sabato scorso e protrattasi per quasi dieci ore, si riferiva specificamente a quel procedimento.

È importante sottolineare che tale testimonianza e l'indagine sull'attentato rimangono separate dall'esposto per maltrattamenti, il quale è stato trasmesso autonomamente al pool antiviolenza per le proprie specifiche indagini.