A Verona, il 17 settembre 2026, ha avuto inizio in Corte d’Assise l’udienza preliminare nel procedimento giudiziario a carico di Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi. I tre fratelli sono accusati dal pubblico ministero Elvira Vitulli dei reati di strage in concorso e omicidio plurimo premeditato per la morte di tre carabinieri uccisi dall’esplosione di un casolare a Castel d’Azzano, in provincia di Verona, nella notte del 14 ottobre 2025.
L’esplosione ha provocato anche il ferimento di altre 26 persone. Tra i feriti figura Maria Luisa Ramponi, indicata nell’accusa come la persona che avrebbe materialmente innescato lo scoppio delle bombole di gas.
Il procedimento riguarda quindi sia la morte dei tre militari sia le conseguenze dell’esplosione sulle altre persone presenti o coinvolte nell’intervento.
L’udienza a porte chiuse
La giudice per l’udienza preliminare Beatrice Marini ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile dell’Associazione delle vittime del dovere. L’udienza si svolge a porte chiuse. Dopo l’avvio, la seduta è stata sospesa in attesa del controllo degli atti ed è stata poi prevista la ripresa dei lavori.
Nel fascicolo compaiono i nomi dei tre fratelli Ramponi e le imputazioni formulate nei loro confronti. Il fatto al centro del procedimento è l’esplosione avvenuta nel casolare di Castel d’Azzano durante la notte del 14 ottobre 2025.
La contestazione indicata dal pubblico ministero riguarda la strage in concorso e l’omicidio plurimo premeditato, con riferimento alla morte dei tre carabinieri.
Il ruolo dell’associazione ammessa come parte civile
L’Associazione Vittime del Dovere è un’organizzazione di volontariato con sede legale presso la Casa del Volontariato di Monza. Si è costituita per iniziativa di vedove, orfani, invalidi e genitori di appartenenti alle Forze dell’Ordine, alle Forze Armate e alla Magistratura caduti o rimasti invalidi nel contrasto alla criminalità comune, alla criminalità organizzata e al terrorismo.
L’organizzazione ha carattere nazionale, è apartitica e senza fini di lucro. Persegue finalità di solidarietà sociale e conta circa 500 famiglie associate. La sua ammissione come parte civile nel procedimento di Verona si inserisce nell’udienza.