Antonio Amato, vicepresidente dell’Unione industriali di Napoli e dal giugno 2023 anche presidente dei Giovani industriali napoletani, è tra i cinquanta indagati nell’ambito di una vasta inchiesta su presunti illeciti legati ai lavori per la realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità Napoli-Bari. La notizia, che ha destato notevole attenzione, è stata resa nota a Napoli in data 15 settembre 2026.

Le accuse specifiche a carico di Amato

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Henry John Woodcock e condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, diretto dal colonnello Paolo Consiglio, si concentrano su un’ipotesi di false fatturazioni che coinvolgerebbe Amato.

La contestazione riguarda l’acquisto di un’imbarcazione da diporto, un episodio che risalirebbe all’estate di tre anni fa. Per Amato, la Procura della Repubblica ha formalmente richiesto l'applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nel comune di residenza.

È importante sottolineare che il nome di Amato non figura tra i venti indagati per i quali il giudice per le indagini preliminari (gip) ha fissato un interrogatorio preventivo, previsto prima di una decisione sulla richiesta avanzata dal pubblico ministero. Questo specifico aspetto si riferisce esclusivamente al capitolo dell’indagine che lo riguarda, mentre l’inchiesta complessiva sull’Alta Velocità Napoli-Bari è descritta come molto più ampia e articolata in diversi altri filoni investigativi che non coinvolgono direttamente Amato.

L'ampiezza dell'inchiesta e le richieste cautelari

Nel contesto generale di questa complessa inchiesta legata alla realizzazione della Napoli-Bari, la Procura antimafia di Napoli ha avanzato richieste di custodia cautelare in carcere per ben 37 persone. Ulteriori otto individui sono interessati da richieste di misure cautelari di diversa natura, mentre per quattro indagati non è stata formulata alcuna richiesta. È fondamentale precisare che queste cifre si riferiscono a richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura e non corrispondono a arresti già eseguiti, poiché la valutazione definitiva e l'eventuale emissione dei provvedimenti spettano esclusivamente al giudice per le indagini preliminari.

Il fascicolo d’indagine abbraccia diverse ipotesi investigative, tra cui corruzione, fatture per operazioni inesistenti, sfruttamento di lavoratori stranieri e intestazioni societarie fittizie. Tra gli elementi richiamati nell’ambito dell’indagine figurano i grandi appalti ferroviari e, in particolare, la linea Napoli-Bari. Alcuni lotti di quest’opera infrastrutturale interessano territorialmente la Capitanata, con riferimento specifico all’area compresa tra Orsara e Bovino. Viene inoltre specificato che il riferimento ad Apricena riguarda una vicenda precedente e distinta dall’attuale inchiesta.