Con il calcio professionistico in pausa (tranne la Serie C) è il calcio minore a tenere banco. Tre partite, tre regioni, poche ore di distanza. E un filo comune che porta il calcio lontano dal campo e dentro la cronaca. Dal Piemonte alla Campania, fino alla Sicilia, il fine settimana delle categorie minori è stato segnato da una rissa, dal lancio di una pietra contro un arbitro e dall'aggressione a un altro giovanissimo direttore di gara. Episodi diversi, ma con un elemento particolarmente preoccupante: due sono avvenuti nel calcio giovanile.
Rissa e gara sospesa
Il primo caso arriva da Trofarello, nel Torinese. Durante la partita contro il Moncalieri, valida per le qualificazioni al campionato regionale Juniores Under 19, la tensione è esplosa sul terreno di gioco. Pugni e schiaffi, una rissa e la gara sospesa per circa quindici minuti. Poi il gioco è ripreso, ma non la calma. Al termine dell'incontro la tensione si è spostata nel parcheggio: un'auto sulla quale viaggiavano alcuni familiari di un calciatore del Moncalieri è stata circondata e il lunotto posteriore è stato infranto. Per riportare la situazione sotto controllo è stato necessario l'intervento dei Carabinieri con quattro pattuglie.
Arbitro soccorso dal 118
Da Torino a Ischia, dove una partita di Prima Categoria ha avuto conseguenze ancora più gravi.
Durante Lacco Ameno-Real Sangiovanni Frattaminore, le proteste seguite a una decisione arbitrale sono degenerate. Dagli spalti sono stati lanciati oggetti verso il campo e una pietra ha colpito alla testa l'arbitro, un ragazzo di appena 19 anni. La partita è stata interrotta e il giovane direttore di gara è stato soccorso dal personale del 118. I Carabinieri hanno avviato gli accertamenti per individuare il responsabile del lancio.
Violenza anche nel calcio dei giovanissimi
Poche ore dopo, un'altra vicenda nel calcio giovanile. A Santa Teresa di Riva, in Sicilia, al termine di Jonica FC-Katane Soccer, campionato Under 15 Elite, un uomo avrebbe raggiunto il giovane arbitro e lo avrebbe colpito al volto.
Il direttore di gara è stato successivamente accompagnato all'ospedale Papardo di Messina per gli accertamenti.
Il bilancio del fine settimana, dunque, va oltre risultati e classifiche. In due dei tre casi il teatro delle violenze è stato il settore giovanile, quello nel quale il calcio dovrebbe avere prima di tutto una funzione educativa. E in due episodi a finire direttamente nel mirino sono stati giovani arbitri. Non semplici tensioni da bordo campo, ma fatti che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e, in alcuni casi, dei sanitari.