La Procura di Roma ha richiesto l’archiviazione del procedimento per violenza sessuale a carico del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro. La notizia, diffusa a Roma il 22 settembre 2026, riguarda l’accusa di violenza in ufficio. La richiesta si basa sulla tardività della querela, configurandosi come una questione di procedibilità del reato.
L’avvocata Teresa Manente, responsabile dell’Ufficio legale di Differenza Donna e legale della persona offesa, ha chiarito che la richiesta di archiviazione è motivata esclusivamente da ragioni procedurali.
Manente ha specificato che tale richiesta “non smentisce, nel merito, il racconto” della donna, distinguendo profilo formale e sostanza della denuncia.
Procedibilità e attendibilità nel caso Silvestro
La difesa ha sottolineato che l’elemento cruciale non è una valutazione negativa sull’attendibilità della donna, bensì la possibilità di procedere in base ai termini della querela. La richiesta si fonda sulla procedibilità del reato, senza smentire il racconto della persona offesa nel merito.
Il fascicolo concerne un’accusa di violenza sessuale in ufficio. La richiesta di archiviazione, come precisato dalla difesa, non nega i fatti, ma si concentra sul presupposto necessario per l’azione penale: la tempestiva querela, come da legge.
Il quadro normativo sulla querela di parte
Per i delitti di violenza sessuale (articoli 609-bis e 609-ter del codice penale), l’articolo 609-septies stabilisce la punibilità a querela della persona offesa. Tale disposizione è contenuta nella legge 19 luglio 2019, n. 69.