A Perugia, il 2 ottobre 2026, Nicola Alemanno, ex sindaco di Norcia, ha commentato l'assoluzione della Corte d’appello di Perugia. Le sentenze riguardano contestazioni urbanistiche post-terremoto del 2016. Alemanno si è detto "vanamente felice", ricordando di aver lasciato la comunità nel massimo sforzo per la ricostruzione.

Alemanno ha collegato la vicenda giudiziaria alle conseguenze personali, familiari e politiche. Ha sempre agito nell'interesse dei cittadini e della comunità colpita dal sisma, dedicandosi alla rinascita.

Le assoluzioni in appello

La Corte d’appello di Perugia ha assolto in secondo grado Nicola Alemanno con formula piena per la "casa Ancarano". La decisione ribalta la condanna di primo grado, scagionandolo da violazioni urbanistiche, antisismiche e falso. Assolto con formula piena anche Venanzio Santucci, presidente della Pro Loco di Ancarano.

In primo grado, il Tribunale di Spoleto aveva condannato Alemanno e Santucci a 15 mesi. La Corte d’appello ha respinto l'appello del pubblico ministero contro l'assoluzione per il "centro Boeri". Le due decisioni, emesse nella stessa mattinata, chiudono i procedimenti post-terremoto del 2016 a Norcia.

Il "paradosso" giudiziario

Commentando le sentenze, Nicola Alemanno ha evidenziato un "paradosso".

Ha ricordato la sospensione per una condanna a otto mesi per una casetta della Pro Loco di 48 metri quadrati. Ha contrapposto le assoluzioni per strutture maggiori come la "casa Ancarano" e il "palaBoeri".

«Il paradosso – ha dichiarato Alemanno – è che fui sospeso per una condanna a otto mesi legata a una casetta della proloco grande appena 48 metri quadri mentre sono stato sempre assolto per strutture molto più grandi come casa Ancarano e il palaBoeri». L'ex sindaco ha ringraziato i difensori, avvocati Marcucci e Di Curzio, ribadendo innocenza. Ha rivendicato il lavoro svolto per la comunità, le strutture abitative d'emergenza e la rinascita di Norcia post-sisma, un impegno interrotto.