La Polizia di Stato di Arezzo ha eseguito l'arresto di un cittadino italiano di 29 anni con l'accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L'operazione è scattata dopo il ritrovamento di oltre cinque chili e mezzo di hashish e marijuana, occultati all'interno della sua autovettura.

Il controllo è avvenuto la sera del 2 ottobre 2026, intorno alle ore 19, in via dei Caduti di Cefalonia e di Corfù, ad Arezzo. Gli agenti della squadra volante, impegnati in un ordinario servizio di controllo del territorio, hanno notato la particolare agitazione del conducente alla vista della pattuglia.

Questo comportamento ha spinto gli operatori ad approfondire l'ispezione sia sulla persona che sul veicolo.

L'accurata verifica ha portato alla scoperta della droga, abilmente nascosta in uno zaino frigo posizionato all'interno dell'auto. Al suo interno, gli agenti hanno rinvenuto 11 buste termosaldate contenenti sia hashish che marijuana. Il peso complessivo della sostanza stupefacente sequestrata ammonta a cinque chili e 542 grammi.

Il sequestro e il valore stimato

Tutta la sostanza stupefacente è stata immediatamente sottoposta a sequestro. Secondo le stime delle autorità, il quantitativo rinvenuto avrebbe potuto fruttare oltre 40 mila euro sul mercato della vendita al dettaglio. La droga, già suddivisa e confezionata in buste termosaldate, era pronta per essere immessa nel circuito dello spaccio, come evidenziato dalle modalità di occultamento nello zaino frigo.

Dopo il ritrovamento e gli accertamenti preliminari, il 29enne è stato condotto negli uffici della questura. Dalle verifiche è emerso che l'uomo era già gravato da diversi precedenti di polizia, alcuni dei quali specificamente legati a reati in materia di stupefacenti. In seguito a queste risultanze, è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza di reato e messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Le procedure legali e il carcere

Su disposizione del pubblico ministero di turno presso la procura di Arezzo, il giovane è stato trasferito presso la casa circondariale cittadina. Qui attenderà l'udienza di convalida dell'arresto. L'accusa contestata rimane quella di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, aggravata dal considerevole quantitativo rinvenuto e dalle modalità di occultamento.

Il procedimento giudiziario si trova ora nella fase successiva all'arresto in flagranza e precedente alla convalida. È fondamentale sottolineare che le responsabilità dell'indagato dovranno essere accertate nel corso del successivo procedimento giudiziario, garantendo il pieno rispetto delle garanzie legali.