La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro uomini, tutti trentenni e di etnia rom italiana, accusati di furto aggravato in concorso. Gli arresti, avvenuti il 5 ottobre 2026, sono stati disposti dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze e riguardano due distinti episodi di furto in appartamento avvenuti nel capoluogo toscano nel mese di marzo. Tra i colpi contestati, spicca quello perpetrato nell’abitazione fiorentina del figlio adottivo del celebre regista Franco Zeffirelli.

Gli indagati, residenti tra le province di Roma e Latina, sono ritenuti responsabili di aver agito in trasferta, organizzando le loro azioni criminali dopo accurati sopralluoghi nelle zone residenziali di Firenze. Nel caso specifico della residenza del figlio di Zeffirelli, i malviventi avrebbero forzato la porta d’ingresso per accedere all’interno e asportare due casseforti contenenti beni di valore.

Il furto del 29 marzo e il bottino

Il colpo più rilevante tra quelli contestati risale al 29 marzo 2026. In quella data, dall’abitazione del figlio di Franco Zeffirelli, sono state sottratte due casseforti. Il bottino, consistente in gioielli e altri beni preziosi, ha un valore stimato di circa 80.000 euro.

Questo episodio è stato un elemento chiave nell’inchiesta che ha portato all’emissione delle misure cautelari in carcere per i quattro trentenni.

Agli stessi indagati è attribuito anche un secondo furto in appartamento, consumato sempre a Firenze in data 21 marzo 2026. Le contestazioni a loro carico riguardano dunque due episodi distinti di furto aggravato in concorso, entrambi perpetrati nel territorio fiorentino nell’arco dello stesso mese.

Le indagini della Squadra Mobile di Firenze

Le complesse indagini che hanno portato all’identificazione e all’arresto dei responsabili sono state condotte dalla Squadra mobile fiorentina. Gli investigatori hanno impiegato una pluralità di strumenti investigativi: dall’analisi meticolosa delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che ha permesso di individuare il veicolo utilizzato dalla banda per raggiungere Firenze, all’approfondita analisi dei tabulati di traffico telefonico e telematico.

A queste attività si sono aggiunte acquisizioni documentali, servizi di osservazione mirata e riscontri investigativi sul campo. L’insieme di questi accertamenti ha consentito di stabilire un solido collegamento tra gli indagati e i furti avvenuti il 29 marzo e il 21 marzo. Tre dei quattro destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono stati localizzati e arrestati nelle loro rispettive località di residenza, situate tra le province di Roma e Latina, con il supporto delle Squadre Mobili locali.