Un uomo di 55 anni è stato assolto a Genova dall'accusa di violenza sessuale nei confronti della sua ex compagna. I fatti contestati risalivano al 2025 e sarebbero avvenuti all'interno di un camper a Carasco, nel Genovese. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata dal giudice per l'udienza preliminare (GUP) Liborio Mazziotta, il quale ha accolto la tesi difensiva che evidenziava incongruenze significative nel racconto della donna.
Nel corso del procedimento, la pubblica ministero Valentina Grosso aveva richiesto una condanna a sei anni e tre mesi di reclusione per l'imputato.
La difesa dell'uomo è stata affidata agli avvocati Claudio Zadra e Angelo Paone. La donna, assistita dall'avvocato Fabio La Mattina, si era costituita parte civile, chiedendo un risarcimento danni superiore a 200.000 euro.
Dettagli del Verdetto e Prossimi Passi
La decisione del GUP Liborio Mazziotta, che ha portato all'assoluzione del cinquantacinquenne, si è basata sull'accoglimento delle argomentazioni difensive relative alle incongruenze riscontrate nella ricostruzione dei fatti da parte della presunta vittima. Questa impostazione ha prevalso sulla richiesta di condanna avanzata dalla procura e sulle pretese risarcitorie della parte civile. Il procedimento giudiziario non si conclude con questa sentenza; il prossimo passaggio fondamentale sarà il deposito delle motivazioni da parte del giudice.
Solo dopo aver esaminato le ragioni dettagliate dell'assoluzione, la procura valuterà l'opportunità di presentare un ricorso in appello. Al momento, non sono stati forniti ulteriori dettagli specifici sulle motivazioni della sentenza, né sono state rilasciate dichiarazioni dirette dai soggetti coinvolti.
Il Contesto dei Fatti a Carasco
Il luogo indicato negli atti processuali per i fatti contestati è Carasco, un comune della Città Metropolitana di Genova. Questa località è situata nella bassa Val Fontanabuona, nell'immediato entroterra di Chiavari, e si trova alla confluenza con la Valle Sturla e la Val Graveglia. Questo riferimento geografico inquadra l'area del Genovese in cui si sarebbero svolti gli eventi al centro del procedimento giudiziario, che ha avuto sede a Genova. L'accusa, riferita al 2025, la richiesta di condanna a sei anni e tre mesi e la costituzione di parte civile della donna, culminata nell'assoluzione dell'imputato, delineano la vicenda processuale.