La Guardia di Finanza di Trieste ha condotto una serie di controlli mirati sugli operatori commerciali durante la 58esima edizione della Barcolana, una delle più importanti manifestazioni veliche internazionali. L'operazione ha portato alla contestazione di un totale di 43 violazioni, evidenziando irregolarità nella certificazione degli incassi e nel mancato collegamento tra registratori telematici e strumenti di pagamento elettronico (POS). Le verifiche hanno interessato in particolare le attività operative nei settori enogastronomico e dell’intrattenimento, ambiti cruciali durante l'evento.

Questi accertamenti fiscali si inseriscono nel quadro della normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, mirata a rendere più tracciabili le transazioni e a contrastare l’evasione. Durante i controlli, è emerso che alcuni operatori non avevano collegato i registratori di cassa ai terminali POS, come richiesto dalla legge. In altri casi, sarebbero stati segnalati ai clienti malfunzionamenti inesistenti dei terminali di pagamento elettronico, presumibilmente per eludere la tracciabilità delle operazioni e gli obblighi fiscali.

Contestazioni fiscali e controlli sul lavoro

Il bilancio complessivo delle verifiche della Guardia di Finanza comprende, oltre alle 43 violazioni di natura fiscale relative agli incassi e agli strumenti di pagamento elettronico, anche 11 irregolarità sul lavoro.

Le contestazioni hanno riguardato operatori commerciali presenti durante la Barcolana, in un contesto di forte afflusso a Trieste, tipico della manifestazione. L’attività si è concentrata sulla corretta certificazione dei corrispettivi e sul rispetto degli obblighi legati all’uso dei dispositivi di pagamento, fondamentali per la trasparenza.

Il mancato collegamento tra registratori telematici e POS figura tra gli elementi più frequentemente accertati nelle verifiche. La normativa richiamata collega la tracciabilità dei pagamenti alla registrazione degli incassi, con l’obiettivo di rendere coerenti i dati relativi alle operazioni commerciali effettuate dagli esercenti e di prevenire l'evasione.

Le contestazioni fiscali si sono aggiunte agli accertamenti sul lavoro e alle verifiche contro forme di commercio irregolare, per un controllo capillare sul territorio.

Sequestrati oltre 3.000 articoli e lotta all'abusivismo

Nel corso dei controlli sono stati contestati anche cinque casi di abusivismo commerciale. L’attività ha portato al sequestro di oltre 3.000 articoli. Le verifiche sul commercio hanno riguardato diversi esercizi e prodotti privi delle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa, tra cui dati identificativi del produttore, informazioni e avvertenze necessarie per la sicurezza e la tutela del consumatore, elementi essenziali per il mercato.