A Rimini, in data 12 ottobre 2026, si è registrato un significativo sviluppo nel procedimento giudiziario che vede coinvolta Valeria Bartolucci, consorte di Louis Dassilva. Alcune delle accuse mosse nei suoi confronti, scaturite dalla querela presentata da Manuela Bianchi, sono state infatti ridimensionate o archiviate. Il giudice del Tribunale di Rimini, Luca Gessaroli, al termine dell’udienza predibattimentale, ha stabilito che Valeria Bartolucci dovrà affrontare un processo davanti al giudice monocratico per l’ipotesi di minaccia aggravata. Per quanto concerne l’accusa di percosse, il giudice ha dichiarato la propria incompetenza, demandando la valutazione al giudice di pace.
Il contesto di questa vicenda è strettamente legato al caso dell’omicidio di Pierina Paganelli, per il quale Louis Dassilva è stato processato e assolto in primo grado. Manuela Bianchi, nuora dell’anziana vittima, aveva in passato intrattenuto una relazione con Dassilva. La decisione del giudice ha portato al proscioglimento dell’imputata per un episodio specifico di minacce e per l’accusa di diffamazione. Tale proscioglimento è stato motivato dal rilevato difetto e dalla tardività della querela sporta da Manuela Bianchi, assistita in questa fase dall’avvocata Nunzia Barzan.
Le contestazioni e le decisioni del giudice
Le condotte oggetto delle contestazioni risalgono al mese di luglio 2024. Tra gli episodi citati nel fascicolo, spicca quanto accaduto durante una trasmissione televisiva, in cui Valeria Bartolucci avrebbe tirato i capelli e proferito minacce nei confronti di Manuela Bianchi.
Ulteriori episodi di minacce sarebbero stati riferiti al personale di polizia nel corso dell’arresto di Louis Dassilva, avvenuto il 16 luglio 2024.
Il procedimento ha inoltre preso in considerazione la presenza di scritte sui muri e messaggi anonimi affissi sull’ascensore del condominio di via del Ciclamino, residenza di Manuela Bianchi, contenenti frasi offensive. Il giudice ha operato una distinzione chiara tra le condotte di minaccia e quelle di percosse, escludendo l’applicazione del concorso formale tra i reati, una richiesta avanzata dalla difesa di Valeria Bartolucci.
La posizione della difesa e il contesto del caso
Valeria Bartolucci è rappresentata legalmente dagli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi.
I legali si sono dichiarati «soddisfatti per l’accoglimento, ancorché parziale, delle eccezioni sollevate, tenuto conto che il quadro accusatorio nei confronti della signora Bartolucci si è grandemente ridimensionato». Questa decisione giudiziaria conferma dunque il prosieguo del processo davanti al giudice monocratico per l’imputazione di minaccia aggravata, mentre la valutazione in merito alle percosse è stata demandata alla competenza del giudice di pace.
L’intero procedimento si inserisce nel più ampio e complesso contesto giudiziario e mediatico che ha fatto seguito al tragico delitto di Pierina Paganelli e alle successive vicende che hanno interessato il condominio di via del Ciclamino a Rimini.