Il Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria (Sinappe) ha denunciato, ad Aosta il 6 ottobre 2026, la mancata assegnazione di nuovi agenti alla Casa circondariale di Brissogne. Il sindacato ha espresso profonda amarezza e ferma riprovazione, affermando che la struttura valdostana è stata dimenticata dall’amministrazione centrale nella distribuzione del personale del secondo scaglione di allievi agenti, destinati al distretto che comprende Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
La contestazione si concentra sulle 99 unità assegnate al Provveditorato regionale per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta, destinate a colmare le carenze di organico.
Il Sinappe ha rivelato che tali risorse saranno invece indirizzate agli istituti di Cuneo, Novara e Alba, per l'apertura di nuove sezioni detentive con 450 posti complessivi. Questa decisione è stata discussa in una riunione presso il Provveditorato il 2 ottobre.
Brissogne: nessuna assegnazione e criticità ignorate
Per la Casa circondariale di Brissogne, la situazione è particolarmente critica: non è previsto alcun incremento di organico. La struttura valdostana, ha sottolineato il sindacato, potrà contare unicamente su rimpiazzi di unità trasferite con la mobilità ordinaria. Il Sinappe ha evidenziato come questa scelta ignori i fabbisogni operativi dell’istituto, lasciando la pianta organica priva dei necessari rafforzamenti, nonostante le esigenze segnalate.
Il sindacato ha definito la decisione una grave disattenzione verso un istituto ritenuto strategico e critico. Sebbene Brissogne non soffra di sovraffollamento, è spesso destinazione per il trasferimento di detenuti problematici, per ragioni di ordine e sicurezza. Matteo Ricucci, vice segretario regionale del Sinappe, ha dichiarato che si tratta di una “decisione inaccettabile che mortifica il sacrificio delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria in servizio a Brissogne”.
Impatto sul personale e condizioni di lavoro
La mancanza di nuovi agenti incide direttamente sul personale della Polizia Penitenziaria in servizio nell’istituto valdostano. Il Sinappe ha segnalato turni di lavoro che superano regolarmente le 12 ore, difficoltà nel garantire i riposi settimanali e il ricorso, oltre i limiti, alle aliquote massime previste per i turni disagiati.