Il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, ha espresso il 10 ottobre 2026 la sua piena solidarietà all’infermiere aggredito al pronto soccorso locale. La vicinanza è stata estesa a tutti gli operatori sanitari impegnati quotidianamente negli ospedali e nelle strutture sanitarie, a seguito dell'episodio verificatosi nella stessa struttura di Città di Castello, in provincia di Perugia.
Il primo cittadino ha ribadito la sua ferma condanna per l'accaduto, definendolo «un episodio grave che stigmatizziamo con forza». Ha inoltre voluto sottolineare la sua gratitudine verso tutto il personale che opera negli ospedali e nelle strutture sanitarie, riconoscendo l'impegno di chi si trova in prima linea nei pronto soccorso, affrontando le difficoltà del sistema e le emergenze in condizioni spesso critiche.
La ricostruzione dell’aggressione al pronto soccorso
L'aggressione è avvenuta al Pronto soccorso di Città di Castello. Un uomo, giunto venerdì 9 ottobre 2026, era stato preso in carico dal triage intorno alle 17:30 con un codice a bassa priorità. Durante l'attesa, avrebbe manifestato ripetuti atteggiamenti di insofferenza verso il personale, mentre medici e operatori assistevano pazienti con priorità superiori.
Intorno alle 19:00, l'uomo avrebbe spintonato un infermiere in servizio, facendolo cadere a terra e provocando momenti di forte tensione. Il sanitario, soccorso dai colleghi, ha riportato un trauma cranico e lesioni con una prognosi di 15 giorni. Sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Città di Castello, che hanno raccolto testimonianze e avviato la denuncia d'ufficio a carico dell'aggressore.
La posizione della sanità umbra
Dopo i fatti, l'aggressore è stato trattenuto dai sanitari e ricoverato in ospedale, considerando il quadro clinico e gli aspetti emotivi post-episodio. La Direzione generale della Usl Umbria 1, insieme alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e alla direttrice regionale a...