Un corteo pro Palestina ha preso il via dal Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino nella giornata del 7 ottobre 2026. L'evento ha fatto seguito a un incontro durato oltre due ore, organizzato dal coordinamento Torino per Gaza. L'iniziativa, che ha radunato circa 200 persone all'interno del complesso universitario torinese, ha visto i partecipanti sfilare con in testa un significativo striscione recante la scritta: “Contro ogni genocidio. Contro ogni guerra. Ora e sempre Resistenza”.
L’incontro preliminare si è svolto nell’aula 1 della palazzina del Campus ed è stato intitolato “Tre anni di genocidio, Tre anni di resistenza”.
La scelta della data non è casuale, coincidendo con il terzo anniversario degli attacchi di Hamas in Israele. Prima che il corteo si mettesse in marcia, gli organizzatori hanno preso la parola al microfono, rivolgendosi ai numerosi partecipanti riuniti al Campus Luigi Einaudi.
La posizione dell’Università di Torino
L’Università di Torino aveva già espresso la propria distanza dall’iniziativa nei giorni precedenti la sua realizzazione. La rettrice Cristina Prandi aveva chiarito che non era stata presentata alcuna richiesta formale per l’utilizzo degli spazi universitari e, di conseguenza, l’Ateneo non aveva rilasciato alcuna autorizzazione. La decisione di fissare l’appuntamento proprio per il 7 ottobre era stata esplicitamente definita dalla rettrice come una scelta “provocatoria”, sottolineando la netta presa di posizione dell'istituzione.
Il Campus Luigi Einaudi ha dunque funto da punto di partenza per la manifestazione, successiva all'incontro promosso dal coordinamento Torino per Gaza. L'evento ha rappresentato il fulcro della mobilitazione torinese, con la partecipazione di circa 200 persone e l'esposizione dello striscione che denunciava genocidio e guerra, elementi centrali della protesta.
Il quadro nazionale nella giornata del 7 ottobre
Contemporaneamente, a livello nazionale, il ministero dell’Interno ha disposto un rafforzamento delle misure di sicurezza. Tale provvedimento è stato attuato in previsione di eventi commemorativi e di diverse iniziative pro Palestina programmate in tutta Italia in concomitanza con il terzo anniversario degli attacchi di Hamas del 7 ottobre.
La decisione di intensificare i dispositivi di sicurezza è stata presa dal Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’attenzione è stata rivolta in particolare a luoghi riconducibili a Israele e alla cultura ebraica, tra cui spicca il Ghetto di Roma.
Nel contesto delle iniziative universitarie, Torino e Bologna sono state menzionate tra le città interessate.