Francesco Totti ha rivelato alcuni dettagli sul problema alla testa che ha coinvolto il figlio Cristian. La vicenda, raccontata il 6 ottobre 2026 durante un'intervista al direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni, riguarda un'occlusione dell'acquedotto di Silvio, una condizione che l'ex capitano della Roma ha indicato come possibile motivo dell'addio del figlio alla carriera calcistica.
Totti ha raccontato che Cristian, fin da bambino, soffriva spesso di mal di testa, ma che inizialmente in famiglia quei disturbi venivano attribuiti alla stanchezza o alla sua natura molto attiva: "Ma era sempre in movimento, nessuno si era mai preoccupato.
Sarà un po’ stanco, pensavamo".
Il problema è stato scoperto successivamente e, come ha spiegato Totti, "non passava tutto il liquido al cervello". L'ex calciatore ha poi precisato, riferendosi alla spiegazione ricevuta dai medici: "Mo’, non è che faccio il medico".
La spiegazione medica dell'occlusione
A spiegare nel dettaglio la condizione è stato Flavio Giordano, già responsabile e coordinatore della Sezione di Neurochirurgia Pediatrica della Società Italiana di Neurochirurgia e professore associato di Neurochirurgia dell'Università degli Studi di Firenze Aou Meyer Irccs.
Il neurochirurgo ha spiegato che la stenosi dell'acquedotto di Silvio può determinare un idrocefalo ostruttivo. L'acquedotto di Silvio è il canale che mette in comunicazione il terzo e il quarto ventricolo e consente il passaggio del liquido cerebrospinale, o liquor, all'interno del sistema ventricolare.
Quando il canale è ristretto o ostruito, la normale circolazione del liquor può essere compromessa e il liquido può accumularsi sotto pressione, provocando l'idrocefalo ostruttivo.
Secondo Giordano, la stenosi può manifestarsi già durante la vita intrauterina, mentre l'età di comparsa dei sintomi può variare in base alla gravità della condizione. Si tratta di una patologia rara, con un'incidenza indicata dal neurochirurgo in circa un caso ogni 5.000 nati.
Tra i sintomi possibili figurano mal di testa, vomito, problemi alla vista e disturbi nella marcia. La diagnosi può essere complessa perché alcuni segnali possono essere confusi con disturbi più comuni.
Trattamento, recupero e segnali da osservare
Secondo Giordano, la soluzione della patologia può richiedere un intervento di neurochirurgia con tecnica neuroendoscopica, che presenta un tasso di riuscita indicato nel 90% dei casi.
Dopo l'intervento, ha spiegato il neurochirurgo, non ci sono dal punto di vista neurochirurgico preclusioni al ritorno all'attività sportiva, anche a livello professionistico.
Per quanto riguarda i bambini, tra i segnali ai quali prestare attenzione ci sono una crescita accelerata del cranio, lo strabismo, la difficoltà a guardare verso l'alto, i mal di testa ricorrenti al risveglio, la visione doppia e la stanchezza.
Negli adulti possono invece comparire, tra gli altri disturbi, problemi di incontinenza sfinterica e alterazioni della sfera sessuale.
Per accertare la presenza della patologia, Giordano indica la risonanza magnetica dell'encefalo come esame dirimente nei pazienti più grandi. Nei bambini molto piccoli può essere utilizzata l'ecografia della fontanella, mentre la Tac cranica viene generalmente riservata a situazioni di emergenza, traumi o grave compromissione neurologica.
Nel caso di Cristian Totti, Francesco ha riferito che il problema è stato risolto. La vicenda è emersa soltanto ora, a distanza di tempo, dopo che il figlio aveva lasciato il calcio, aggiungendo un nuovo elemento alla ricostruzione delle ragioni che hanno accompagnato la fine della sua esperienza nel mondo del calcio.