Il procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Salvatore Curcio, ha lanciato un allarme significativo il 16 ottobre 2026, intervenendo a Catanzaro nell’ambito di Tam - Talk About Mafia. Questo progetto dell’Associazione nazionale magistrati è dedicato all’approfondimento dei fenomeni mafiosi attraverso il dialogo tra magistratura, istituzioni e società. Nel suo intervento, Curcio ha evidenziato il grave rischio di una sottovalutazione della ’ndrangheta da parte della comunità, dei media e persino di alcuni addetti ai lavori, sintetizzando la sua preoccupazione con una frase incisiva: “La 'ndrangheta si nutre anche del nostro disinteresse e della nostra indifferenza”.

Curcio ha sottolineato l’importanza cruciale di mantenere viva e costante la discussione sulla mafia, richiamando l’insegnamento di Paolo Borsellino. Il procuratore ha affermato che una vasta parte della popolazione non possiede una piena consapevolezza delle reali dimensioni del fenomeno mafioso, della sua pervasività, della sua diffusione capillare e dell’ingente patrimonio accumulato illecitamente. A supporto di questa tesi, nel passaggio dedicato agli aspetti economici, ha citato il rapporto Eurispes “'Ndrangheta Holding”, pubblicato nel 2008, che stimava in ben 44 miliardi di euro i guadagni delle cosche nel solo anno 2007, evidenziando la capacità finanziaria impressionante dell’organizzazione.

Le dimensioni economiche della 'ndrangheta

Per illustrare ulteriormente la portata economica delle attività criminali, il procuratore ha richiamato i risultati di una consulenza investigativa specifica. Il riferimento concerne un campione di 800 chili di cocaina, caratterizzato da un’elevatissima purezza, compresa tra il 95% e il 98%. Per tale quantità di stupefacente, il guadagno potenziale sul mercato clandestino è stato stimato in una cifra astronomica: un miliardo e 445 milioni di euro. Questo dato è stato evocato da Curcio per descrivere in modo tangibile le enormi dimensioni economiche che possono accompagnare le operazioni delle cosche, in particolare nel redditizio traffico internazionale di stupefacenti, che rappresenta una delle loro principali fonti di profitto.

La narrazione pubblica del fenomeno mafioso

Nel corso del suo intervento, Curcio ha analizzato anche il modo in cui il fenomeno mafioso viene percepito e raccontato nello spazio pubblico. A suo avviso, la scarsa attenzione mediatica e una narrazione spesso limitata alla sola cronaca giudiziaria contribuiscono a generare una conoscenza superficiale del problema. Questo approccio rischia di confinare il contrasto alle mafie nel solo perimetro dell’ordine pubblico, oscurando la complessa natura dell'organizzazione e la sua capacità di infiltrazione. Il magistrato ha implicitamente criticato una visione riduttiva che non coglie la vera essenza e la strategia di silenziosa espansione della 'ndrangheta, la quale trae vantaggio proprio da questa mancanza di percezione e da un'attenzione frammentata.