Il Tribunale per i minorenni di Napoli ha ufficialmente convalidato il provvedimento di allontanamento dei tre figli di Pietro Loffredo e Giovanna Orta. La misura, eseguita dai servizi sociali il 19 settembre a Lanciano, ha riguardato i tre bambini della coppia. Questa decisione è stata fermamente contestata dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali dei genitori, i quali collegano l'intervento a presunte criticità abitative che, a loro dire, sarebbero state prontamente affrontate e risolte.

I difensori sostengono con forza che l'attuale situazione dell'abitazione non giustifichi in alcun modo la prosecuzione della separazione dei minori dalla loro famiglia.

Nella loro argomentazione, un intervento dei servizi sociali avrebbe potuto prevedere forme di sostegno e verifiche periodiche, senza la necessità di mantenere i bambini lontani dai genitori. I legali hanno lanciato un appello per richiamare l'attenzione pubblica sulla vicenda, ponendo un interrogativo diretto sulla durata del collocamento fuori dall'abitazione: “A cosa serve prolungare questa separazione?”.

Le contestazioni della difesa

Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani hanno espresso la loro decisa opposizione alla convalida del provvedimento, definendo l'allontanamento dei figli dai genitori una misura estrema e sproporzionata. La loro principale richiesta verte sulle ragioni concrete che giustificherebbero la permanenza dei bambini in comunità, specialmente se le condizioni dell'abitazione sono state sistemate come affermato.

I difensori hanno evidenziato come elementi rilevanti il buon rendimento scolastico della figlia maggiore e la successiva e dimostrata collaborazione dei genitori con le autorità, aspetti che, a loro avviso, dovrebbero essere considerati con maggiore peso nella vicenda, unitamente alla disposizione di ulteriori accertamenti.

Per i legali, il sostegno dei servizi sociali ai genitori dovrebbe prioritariamente svolgersi senza prolungare la separazione familiare, riconoscendo il valore inestimabile dei legami affettivi dei minori. La posizione difensiva si conclude con una frase incisiva che sintetizza la loro contestazione: “I bambini non sono pacchi da trasferire da una casa a una comunità”, sottolineando la necessità di un approccio più umano e meno burocratico.

La richiesta di sopralluogo a Lanciano

Parallelamente a queste contestazioni, i legali di Pietro Loffredo e della compagna Giovanna hanno formalmente depositato una richiesta al Tribunale per i minorenni dell’Aquila per un sopralluogo urgente nell’abitazione di Lanciano. L'obiettivo di tale richiesta è la verifica puntuale delle condizioni della casa e dello stato dell'immobile, in seguito agli interventi di sistemazione che sarebbero stati effettuati dai genitori. I difensori hanno inoltre sollecitato la verifica del rispetto delle garanzie previste dall’articolo 403 del codice civile, a tutela dei minori.

La richiesta di sopralluogo si inserisce pienamente nella strategia difensiva dei legali, volta a dimostrare che le presunte criticità abitative, se mai esistite, sono state superate, rendendo ingiustificata la continuazione del collocamento dei bambini lontano dalla loro famiglia. La difesa mira a ristabilire la piena idoneità dell'ambiente familiare per il rientro dei minori, privilegiando il loro benessere e la continuità dei legami affettivi.