Una fungaiola di 54 anni, residente nel Parmense, è stata soccorsa nella mattinata del 4 ottobre 2026 sull'Appennino parmense, dopo essere caduta e aver riportato un grave infortunio a una gamba. L'incidente è avvenuto sul monte Molinatico, nel territorio del comune di Borgo Val di Taro, mentre la donna era intenta nella ricerca di funghi. L'allarme ha attivato prontamente il Saer-Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna e l'elisoccorso di Pavullo, che sono intervenuti per prestare assistenza.

Due squadre della stazione Monte Orsaro, parte integrante del dispositivo del Soccorso Alpino, hanno raggiunto la donna nel difficile contesto boschivo.

I tecnici specializzati hanno fornito le prime cure alla 54enne, che presentava una sospetta frattura scomposta a una gamba, stabilizzandola in attesa dell'arrivo dell'elicottero. Una volta sul posto, il personale medico ha proseguito con le cure necessarie, e la donna è stata quindi preparata per il trasporto, posizionata su una barella per essere spostata dal luogo dell'incidente verso un punto più accessibile per il recupero aereo.

Il recupero con barella, tecniche alpinistiche e verricello

La delicata fase di evacuazione ha richiesto l'adozione di tecniche alpinistiche avanzate, data la natura impervia del terreno. La donna è stata calata con cautela per un dislivello di circa 120 metri, raggiungendo una radura sottostante.

Qui, l'equipaggio dell'elisoccorso ha potuto completare il recupero utilizzando il verricello, un'operazione che ha permesso di issare la barella a bordo del velivolo. Successivamente, la 54enne è stata immediatamente trasportata in codice di urgenza all'Ospedale Maggiore di Parma per ricevere le cure mediche specialistiche necessarie.

L'intera operazione di soccorso si è svolta in un complesso contesto appenninico e boschivo, specificamente sul monte Molinatico, nel territorio comunale di Borgo Val di Taro. La sinergia tra le squadre territoriali del Saer e l'elisoccorso di Pavullo è stata fondamentale per il successo dell'intervento. La sequenza delle operazioni ha incluso una prima assistenza sul luogo dell'incidente, un tempestivo intervento sanitario, il trasporto della ferita su barella, la calata controllata verso una zona idonea e, infine, il recupero aereo tramite elicottero, dimostrando l'efficacia del coordinamento tra le diverse unità di soccorso.

La stazione Monte Orsaro nel dispositivo regionale

La stazione Monte Orsaro rappresenta la principale struttura territoriale del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna (Saer) dedicata alla provincia di Parma. Questa unità fa parte della XXV Delegazione Alpina del servizio regionale, un'organizzazione capillare che si articola in sette stazioni operative strategicamente posizionate. Nello specifico, le stazioni sono: Monte Alfeo per la provincia di Piacenza, Monte Orsaro per Parma, Monte Cusna per Reggio Emilia, Monte Cimone per Modena, Corno alle Scale e Rocca di Badolo per l'area metropolitana di Bologna, e Monte Falco a copertura della zona romagnola. Questa distribuzione garantisce una copertura efficace su tutto il territorio appenninico regionale.

Il dispositivo del Saer si avvale di operatori altamente qualificati e specializzati in diverse funzioni operative, essenziali per la gestione di emergenze in ambienti impervi. Tra questi figurano i tecnici di soccorso alpino, esperti in progressione e recupero in montagna, ma anche medici e infermieri con formazione specifica per l'ambiente ostile, e cinofili con unità cinofile addestrate per la ricerca di persone disperse. La struttura regionale del Soccorso Alpino include inoltre gruppi tecnici dedicati, che assicurano una risposta completa e coordinata in ogni scenario di emergenza, garantendo la massima professionalità e prontezza d'intervento.