Gravi disordini si sono verificati il 1 ottobre 2026 all'interno del carcere romano di Regina Coeli. L'episodio ha causato il ferimento di sette agenti di polizia penitenziaria e tre detenuti, tutti trasportati al pronto soccorso per le cure necessarie. L'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp) ha segnalato danni significativi nella quinta sezione dell'istituto e il conseguente trasferimento di undici detenuti.

L'incidente è avvenuto in un reparto specificamente destinato a ospitare detenuti che richiedono particolari cautele nella gestione e nella sicurezza.

Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, ha espresso forte preoccupazione: "Sette poliziotti penitenziari al pronto soccorso in un solo episodio non possono essere considerati l'ennesimo incidente di percorso", ha dichiarato, sottolineando la gravità della situazione.

L'incendio e le sue conseguenze

Nella mattinata del 1 ottobre, tra le 11:00 e le 11:30, alcuni detenuti della quinta sezione hanno appiccato un incendio. Le fiamme e il denso fumo hanno provocato gravi danni strutturali, rendendo il primo piano dell'area completamente inutilizzabile. Durante le complesse operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, i sette agenti della Polizia Penitenziaria sono stati soccorsi e trasportati al pronto soccorso, dove sono stati trattati per intossicazioni da fumo e contusioni.

La situazione di inagibilità ha richiesto l'urgente trasferimento di numerosi detenuti. L'Osapp ha riportato lo spostamento di undici detenuti a seguito dei disordini, mentre le informazioni sull'incendio indicano che circa trenta detenuti sono stati trasferiti a causa dell'inagibilità del primo piano della quinta sezione. Anche i tre detenuti feriti hanno ricevuto cure ospedaliere.

Le denunce dei sindacati penitenziari

Leo Beneduci dell'Osapp ha collegato direttamente l'episodio alle condizioni strutturali e di gestione dell'istituto. Ha evidenziato la presenza di oltre mille detenuti in una struttura progettata per poco più della metà della capienza necessaria, a cui si aggiunge una carenza di organico di centinaia di unità di polizia penitenziaria.

Beneduci ha affermato con fermezza: "L'emergenza è ciò che non si può prevedere. Qui, invece, i problemi sono conosciuti, denunciati e si ripresentano continuamente", criticando la gestione delle criticità.

Anche la FNS CISL Lazio, tramite il suo segretario generale Massimo Costantino, ha descritto la situazione come critica. La sigla sindacale ha segnalato una carenza di circa sessanta agenti e un sovraffollamento di oltre cinquecento detenuti rispetto alla capienza prevista. La FNS CISL Lazio ha richiesto un intervento immediato da parte dell'Amministrazione Penitenziaria per affrontare le urgenti problematiche.