La Guardia di Finanza di Jesi, operante nella provincia di Ancona, ha recentemente comminato sanzioni a un distributore stradale di carburante. L'intervento è scaturito dalla constatazione che i prezzi effettivamente applicati ai consumatori non corrispondevano a quelli esposti al pubblico. Questa operazione, condotta il 9 ottobre 2026, si inserisce in un più ampio contesto di controlli intensificati dal Comando provinciale di Ancona, resi necessari a seguito del rapido e significativo aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi.
L'attività di verifica si è concentrata sulla rigorosa applicazione della disciplina dei prezzi alla pompa, estendendosi anche ad accertamenti volti a individuare eventuali irregolarità in materia di accise e imposta sul valore aggiunto (IVA) sui carburanti.
Al termine delle approfondite ispezioni, i finanzieri hanno formalmente contestato un totale di 50 violazioni. Le sanzioni complessive previste per tali infrazioni possono raggiungere la cifra di 100mila euro. La principale contestazione, e la più rilevante, riguarda proprio la discordanza palese tra i prezzi indicati all’utenza e quelli che venivano effettivamente applicati al momento in cui i clienti effettuavano il rifornimento.
Le violazioni accertate e le mancate comunicazioni
Oltre alla già citata differenza tra i prezzi esposti e quelli applicati, le indagini hanno portato alla luce un'ulteriore grave irregolarità: la mancata comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dei prezzi praticati per ciascun tipo di carburante.
Tale adempimento è obbligatorio e deve avvenire attraverso il portale telematico “Osservaprezzi Carburanti”. La corretta e tempestiva comunicazione di questi dati è fondamentale, in quanto rientra tra gli obblighi previsti per tutti gli esercenti degli impianti di distribuzione e permette la pubblicazione e la consultazione pubblica dei prezzi dei carburanti praticati presso i vari punti vendita, garantendo così trasparenza al mercato e ai consumatori.
Nel corso delle verifiche, è stata altresì riscontrata un'irregolarità nella tenuta del registro di carico e scarico dei carburanti. Questa violazione, di natura amministrativa, prevede l'applicazione di una sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 3mila euro.
Il registro in questione è uno strumento essenziale per la gestione documentale e la tracciabilità delle movimentazioni del prodotto all'interno dell'impianto. Nel caso specifico esaminato, l'irregolarità è stata contestata in concomitanza con le altre violazioni relative alla disciplina generale dei prezzi, evidenziando una gestione non conforme alle normative vigenti.
Il coordinamento tra gli enti nei controlli
Le operazioni di controllo hanno visto la partecipazione congiunta di diversi enti, a testimonianza dell'approccio multidisciplinare adottato. Hanno preso parte alle verifiche anche l'ufficiale metrico della locale Camera di Commercio e la Polizia Municipale di Jesi. L'intervento dell'ufficiale metrico è stato cruciale per controllare la corretta taratura delle pistole erogatrici, assicurando che la quantità di carburante erogata corrispondesse a quella indicata.
Parallelamente, la Polizia Municipale ha svolto accertamenti sulla presenza e la validità delle autorizzazioni amministrative necessarie per l'esercizio dell'attività commerciale del distributore. Il controllo ha quindi abbracciato un'ampia gamma di aspetti, dai prezzi praticati agli elementi tecnici e amministrativi strettamente connessi all'esercizio dell'impianto, garantendo una verifica completa e approfondita. La Guardia di Finanza ha segnalato il caso alla