L'ex vicepresidente della Regione Siciliana e noto avvocato Gaetano Armao è comparso a Palermo nella giornata di oggi, 13 ottobre 2026, per affrontare l'interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari (gip). Armao è coinvolto in una complessa indagine che lo vede accusato di corruzione. Nonostante si sia avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip, ha scelto di rilasciare dichiarazioni spontanee e ha depositato una voluminosa memoria difensiva, composta da ben 250 pagine, per chiarire la propria posizione.

La Procura contesta ad Armao di aver ricevuto tangenti da diversi imprenditori in cambio di favori illeciti. L'ipotesi accusatoria suggerisce che queste somme siano state abilmente mascherate come compensi legali, versati all'avvocato Pierluigi Matta – anch'egli indagato nell'inchiesta – per consulenze che, secondo l'accusa, sarebbero state in realtà mai effettuate. La ricostruzione fornita dalla difesa di Armao, invece, attribuisce il denaro ricevuto da Matta a legittimi prestiti o ad anticipi su parcelle, direttamente collegati ad attività professionali svolte in comune, tutte regolarmente documentate e fatturate.

La strategia difensiva e le contestazioni alle accuse

L'interrogatorio, che ha avuto una durata di circa tre ore, è stato il palcoscenico per la presentazione della memoria difensiva, con la quale la difesa ha inteso contestare punto per punto la ricostruzione operata dalla Procura.

Gli avvocati Giovanni Rizzuti e Valerio Galassetti, legali di Armao, hanno spiegato che la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere è stata dettata anche dalla mancanza di una piena conoscenza di tutto il materiale investigativo, con particolare riferimento ai supporti informatici ancora da esaminare.

L'avvocato Rizzuti ha espresso forte dissenso riguardo all'esistenza delle esigenze cautelari e alla gravità degli indizi di colpevolezza, così come formulati dall'accusa. Ha inoltre sollevato significative obiezioni sull'utilizzabilità e sulla fedeltà alla realtà di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali che costituiscono parte del fascicolo. La difesa ha enfatizzato la natura dei rapporti tra Armao e Matta, descrivendoli come legami professionali e personali profondi e di lunga data, consolidati nell'arco di ben quarant'anni di conoscenza reciproca.

Armao ha fermamente sostenuto che le somme consegnategli dal collega fossero da intendersi come prestiti o anticipi relativi a incarichi professionali gestiti congiuntamente. Anche le sequenze di consegna di denaro, immortalate dalle videocamere della polizia giudiziaria, rientrerebbero, secondo la prospettiva dell'indagato, in movimenti economici pienamente tracciabili e giustificabili, riconducibili a parcelle e incarichi professionali condivisi tra i due avvocati.

Richiesta di custodia cautelare in carcere confermata

Al termine dell'interrogatorio, i pubblici ministeri hanno ribadito con fermezza la richiesta di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere per Gaetano Armao.

La valutazione finale sull'istanza presentata dalla Procura spetterà ora al giudice per le indagini preliminari Giuseppa Zampino. La memoria difensiva depositata da Armao è stata presentata come un fondamentale corpus documentale, mirato a dimostrare la completa tracciabilità dei pagamenti e a identificare in modo trasparente i nomi dei clienti coinvolti nelle attività professionali congiunte, fornendo così un quadro completo delle operazioni finanziarie contestate.