Un'operazione congiunta, coordinata dalla Procura di Bolzano e condotta dai Carabinieri del NAS di Trento, ha portato alla luce un presunto traffico illecito di farmaci anabolizzanti e stupefacenti. L'attività investigativa ha interessato un'ampia area geografica, con ramificazioni tra la Campania, il Trentino e la Lombardia, e ha coinvolto complessivamente 16 persone indagate, tra cui due nuclei familiari e alcuni collaboratori. Gli investigatori hanno stimato profitti illeciti per circa 9 milioni di euro derivanti da questa attività criminale.

Nell'ambito dei provvedimenti disposti, sono stati eseguiti sequestri preventivi che hanno riguardato 12 unità immobiliari e i conti correnti riconducibili all'indagine, a testimonianza della rilevanza economica del traffico smantellato.

L'intervento operativo si è svolto il 15 ottobre 2026, con azioni simultanee nelle province di Napoli, Caserta, Pavia e Milano. I Carabinieri del NAS di Trento hanno potuto contare sul fondamentale supporto dei Gruppi NAS territorialmente competenti, oltre che di personale dell'Arma locale, della Sezione Anticrimine di Roma e della Sezione Criptovalute di Roma. L'indagine, avviata già nel 2024, ha permesso di ricostruire un'articolata rete dedita alla spedizione quotidiana di centinaia di chili di farmaci anabolizzanti e stupefacenti, con una distribuzione che si estendeva dall'Alto Adige all'intero territorio nazionale e anche all'estero.

Dettagli delle perquisizioni e ingenti sequestri

Nel corso dell'operazione, i militari hanno dato esecuzione a 17 decreti di perquisizione, emessi dalla Procura della Repubblica di Bolzano, che hanno interessato i 16 indagati e un ulteriore soggetto al momento non indagato. Un ritrovamento di particolare rilievo è avvenuto in provincia di Napoli, dove è stato individuato un ampio box garage nella disponibilità di uno dei principali indagati. Al suo interno, i Carabinieri hanno scoperto 560 pacchi contenenti oltre 400.000 dosi di anabolizzanti e stupefacenti, il cui valore complessivo di vendita al dettaglio è stato stimato in almeno 30 milioni di euro. Per eludere i controlli, i farmaci erano abilmente celati all'interno di confezioni apparentemente destinate a giochi per bambini, prodotti di bellezza o articoli per la casa.

Le perquisizioni hanno permesso di sequestrare complessivamente oltre 125.000 euro in contanti, successivamente versati al Fondo Unico Giustizia; in un caso specifico, sono stati rinvenuti 70.000 euro. Tra i beni sequestrati figurano anche numerosi orologi Rolex, considerati provento dell'attività illecita, e diverse carte di debito utilizzate per gestire i pagamenti collegati al traffico contestato. Un'altra scoperta rilevante è stata fatta in provincia di Pavia, dove i Carabinieri hanno rinvenuto 42.000 euro in contanti e un magazzino contenente 4.400 confezioni di anabolizzanti, il cui valore è stato stimato in 250.000 euro.

La struttura dell'organizzazione criminale

Gli accertamenti investigativi hanno delineato la struttura dell'organizzazione criminale, rivelando che il traffico era gestito da due nuclei familiari, uno composto da quattro persone e l'altro da due.

Questi si avvalevano di una rete di collaboratori per la gestione delle complesse operazioni di spedizione e il riciclaggio degli ingenti proventi illeciti, evidenziando la portata e la sofisticazione dell'attività criminale smantellata.