Un corteo studentesco ha animato le strade di Roma il 15 ottobre 2026, partendo nel primo pomeriggio da piazzale della Minerva, cuore dell'università La Sapienza. La mobilitazione, caratterizzata dalla presenza di tende al seguito, è stata promossa da collettivi studenteschi, tra cui Cambiare Rotta, per sollevare questioni cruciali come il diritto allo studio, il caro vita, l'emergenza abitativa e gli sfratti che colpiscono gli universitari, in particolare quelli provenienti da zone di conflitto.
La protesta ha posto al centro del dibattito universitario e cittadino il tema dell'accesso all'istruzione superiore e quello dell'abitare dignitosamente.
I manifestanti hanno collegato il corteo alla richiesta di un'università veramente pubblica e accessibile a tutti, denunciando l'aumento generalizzato dei costi che rende sempre più difficile intraprendere e proseguire un percorso di studi nella Capitale. Lo slogan della mobilitazione, "Per la casa, per la dignità e per tutto! Noi la guerra non la paghiamo", ha risuonato insieme a cori che toccavano temi sensibili come la piazza, il costo della benzina e le politiche governative.
Le istanze centrali della mobilitazione studentesca
Il corteo ha sintetizzato diverse istanze urgenti, focalizzandosi sul diritto allo studio, il caro vita, l'emergenza casa e le condizioni precarie degli studenti fuorisede o di quelli costretti a lasciare le proprie case in aree di guerra.
Le tende, simbolo tangibile e visibile della protesta abitativa, hanno accompagnato l'intera mobilitazione, richiamando l'attenzione sulla gravità della situazione. I partecipanti hanno chiesto con fermezza condizioni di accesso all'istruzione compatibili con l'elevato costo della vita a Roma, ribadendo la necessità di "un'università realmente pubblica, realmente accessibile a tutti".
La presenza delle tende si inserisce in un presidio avviato da giorni sia alla Sapienza che in altre zone della Capitale, a testimonianza di un disagio profondo e diffuso. Gli studenti accampati hanno denunciato con forza il caro affitti e il carovita, sottolineando come l'alloggio a costi sostenibili sia una condizione materiale imprescindibile per la possibilità stessa di frequentare l'università e completare il proprio percorso formativo.
La protesta ha coinvolto un ampio spettro di persone: studenti, lavoratori, pendolari, fuorisede e cittadini, tutti accomunati dalle crescenti difficoltà legate ai costi dell'abitare e alle spese quotidiane, che impediscono a molti di arrivare a fine mese.
Il nodo cruciale degli affitti e il diritto all'abitazione
Nel presidio alla Sapienza, il diritto alla casa per studenti e lavoratori è stato un tema centrale e irrinunciabile. Le testimonianze raccolte sul posto hanno evidenziato canoni di affitto in costante aumento, borse di studio e salari ritenuti insufficienti per far fronte alle spese, e una generale difficoltà nel reperire soluzioni abitative accessibili e dignitose. Questo contesto di precarietà abitativa rischia di compromettere seriamente la frequenza universitaria e il percorso di molti giovani.