A Napoli, il 15 ottobre 2026, è stato siglato un importante protocollo d’intesa tra la Prefettura, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e Poste Italiane. L’accordo mira a rafforzare significativamente la sicurezza di banche e uffici postali, garantendo una maggiore protezione per i cittadini e un’efficace prevenzione contro le minacce criminali, che spaziano dalle tradizionali rapine ai più moderni rischi informatici. Questa iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di collaborazione già avviato tra istituti di credito, Poste Italiane, Prefettura e forze dell’ordine, con l’obiettivo primario di strutturare e rendere più efficiente la prevenzione all’interno dei presidi quotidianamente frequentati dagli utenti.

L’intesa napoletana non è un caso isolato, ma si colloca in un contesto regionale di crescente attenzione alla sicurezza. Precedentemente, accordi simili erano stati conclusi in Campania: a Benevento il 7 ottobre 2026 e ad Avellino il 13 ottobre 2026, evidenziando una strategia coordinata sul territorio.

Il prefetto Michele di Bari ha sottolineato la rilevanza di questo patto, collegandolo direttamente alla tutela delle attività ordinarie che cittadini e clienti svolgono quotidianamente presso gli sportelli bancari e postali. Secondo il prefetto, il protocollo rappresenta un “presidio fondamentale non solo per gli istituti coinvolti, ma anche e soprattutto per le persone che ne usufruiscono”.

L’accordo coinvolge l’intero sistema bancario, rappresentato da ABI, e Poste Italiane, creando un circuito virtuoso di collaborazione con le istituzioni territoriali.

Il Ruolo Strategico di ABI, Poste Italiane e Ossif

Per l’Associazione Bancaria Italiana, la firma del protocollo è stata apposta da Marco Iaconis, coordinatore nazionale di Ossif, il Centro di ricerca e sicurezza anticrimine. Questa intesa a livello locale si inserisce in un più vasto protocollo quadro nazionale, già sottoscritto dal Ministero dell’Interno con Poste Italiane e ABI. L’obiettivo di tale cornice nazionale è chiaro: contrastare in modo coordinato e incisivo le minacce alla sicurezza, sia quelle di natura fisica che quelle legate al mondo digitale.

Il modello su cui si basa questo protocollo nazionale enfatizza la collaborazione sinergica tra il settore pubblico e quello privato, ponendo l’accento sulla prevenzione, sulla resilienza operativa delle infrastrutture e sulla protezione avanzata dagli attacchi informatici. Si tratta di un approccio integrato per affrontare una criminalità sempre più complessa e tecnologicamente avanzata.

Il protocollo nazionale definisce una cornice condivisa tra Poste Italiane, ABI, il Ministero dell’Interno e le Prefetture. La sua finalità principale è uniformare le attività di prevenzione e contrasto su tutto il territorio nazionale, anche attraverso un raccordo più stretto e costante con le Prefetture locali e le forze dell’ordine.

In questo contesto, Poste Italiane riveste un ruolo di particolare importanza, essendo indicata come una componente rilevante dell’infrastruttura nazionale per l’accesso al contante, gestendo circa il 40% degli sportelli fisici e il 20% degli ATM presenti nel paese.

L’Istituzione dell’Osservatorio Territori Sicuri

Tra le innovazioni più significative introdotte da questa intesa figura l’istituzione dell’Osservatorio Territori Sicuri. Si tratta di una cabina di regia permanente, concepita per riunire in modo sistematico rappresentanti di prefetture, forze di polizia, banche, ABI, Ossif e Poste Italiane. Questo organismo avrà il compito cruciale di favorire uno scambio continuo e tempestivo di informazioni, permettendo di individuare rapidamente i rischi emergenti e di definire strategie comuni e coordinate di prevenzione. L’attenzione sarà posta sull’analisi delle dinamiche criminali e sulla messa a punto di risposte efficaci per garantire la sicurezza del territorio e dei suoi cittadini.