L'esame autoptico su Salvatore Calignano, l'operaio edile di 61 anni deceduto il 3 ottobre 2026 in ospedale, si è concluso l'8 ottobre 2026. Le risultanze preliminari, come riferito da Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia, indicano che le gravi lesioni riscontrate sul corpo dell'uomo sono pienamente compatibili con una caduta da un'altezza considerevole, stimata in almeno otto metri. Il legale ha specificato la presenza di fratture multiple, tra cui quelle allo sterno, al bacino, al polso e all'osso sacro, evidenziando come tali traumi avrebbero reso impossibile per Calignano una deambulazione autonoma dopo l'incidente.

Al delicato esame ha partecipato anche il dottore Luca Scognamiglio, consulente tecnico nominato dalla difesa della famiglia.

Le indagini della Procura e le nuove contestazioni

La Procura di Napoli Nord, sotto la direzione del sostituto procuratore Sabrina Navarro, sta portando avanti un'inchiesta approfondita sulla morte dell'operaio. Al momento, il fascicolo vede iscritte tre persone nel registro degli indagati, con l'ipotesi di reato di omicidio colposo in cooperazione. Gli indagati sono stati identificati nei proprietari del capannone situato a Caivano, luogo presunto dell'incidente, e nel datore di lavoro di Calignano. Per quest'ultimo, a partire dall'8 ottobre 2026, è stata aggiunta una nuova e più grave ipotesi di reato: quella di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

Questa ulteriore contestazione è stata formulata in previsione dell'analisi forense dei telefoni cellulari sequestrati dai carabinieri, per la quale l'incarico ai consulenti tecnici verrà formalmente conferito giovedì 15 ottobre 2026.

L'apertura del fascicolo per omicidio colposo, inizialmente contro ignoti, risale al 5 ottobre 2026. Gli accertamenti investigativi si erano immediatamente concentrati sul capannone e sull'intera area commerciale ad esso collegata, che è stata successivamente posta sotto sequestro dai carabinieri. Le prime ricostruzioni investigative avevano ipotizzato che Salvatore Calignano fosse caduto dall'alto mentre era impegnato in lavori sul tetto del capannone, dove stava applicando una guaina impermeabilizzante.

Fin da subito, gli inquirenti avevano approfondito la questione relativa all'assenza di dispositivi di protezione individuale, che sarebbero stati non forniti all'operaio, elemento cruciale per la sicurezza sul lavoro.

Il ritrovamento e i primi soccorsi a Caivano

Salvatore Calignano era stato rinvenuto in condizioni estremamente critiche venerdì 2 ottobre 2026, in una strada isolata di Caivano, in provincia di Napoli. Il ritrovamento era avvenuto in via Fosso del Lupo, a seguito di una chiamata di soccorso al 118. L'operaio, purtroppo, è deceduto la mattina successiva, il 3 ottobre 2026, presso l'ospedale dove era stato trasportato d'urgenza. Prima di perdere conoscenza, Calignano era riuscito a riferire ai sanitari di essere caduto da una scala, un dettaglio che ora si inserisce nel quadro delle indagini per chiarire la dinamica esatta dell'evento.