Le autorità inquirenti hanno categoricamente smentito le voci circolate online riguardo al ritrovamento di computer o indirizzi IP collegati a ricerche sulla ricina nell'ambito dell'indagine sul tragico caso di Pietracatella, in provincia di Campobasso. La Procura di Larino e la Squadra Mobile di Campobasso hanno rilasciato una precisazione il 2 ottobre 2026, dopo che diverse ricostruzioni erano state pubblicate da siti web.

La procuratrice Elvira Antonelli, titolare dell'inchiesta, ha risposto in modo diretto ai giornalisti, affermando: “Smentisco”.

La stessa posizione è stata ribadita dal capo della Squadra Mobile di Campobasso, Marco Graziano, il quale ha escluso qualsiasi riscontro a tali ricostruzioni. Graziano ha dichiarato: “Anche io, come la procuratrice, non ho notizie in tal senso”. Il punto chiave chiarito dagli inquirenti è dunque l'assenza, allo stato attuale delle indagini, di elementi che colleghino dispositivi informatici o indirizzi IP a ricerche sulla sostanza tossica.

Il Giallo di Pietracatella: Le Indagini sulla Morte di Madre e Figlia

L'inchiesta si concentra sulla drammatica scomparsa di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, di soli 15 anni, entrambe decedute in seguito a una cena consumata durante le festività natalizie a Pietracatella.

Inizialmente, le prime verifiche avevano ipotizzato un'intossicazione alimentare. In quella fase, erano stati sequestrati tutti gli alimenti presenti nell'abitazione, sia quelli consumati che quelli non consumati. Gli accertamenti microbiologici e tossicologici condotti in un primo momento avevano escluso la presenza di botulino o di altre tossine comuni.

Successivamente, analisi più approfondite hanno rivelato la presenza di ricina nei campioni prelevati dalle vittime. La consulenza medico-legale ha stabilito che i decessi sono stati causati da un'intossicazione acuta provocata proprio da questa sostanza. La ricostruzione investigativa ha quindi spostato l'attenzione sulla cena del 23 dicembre e su tutti gli oggetti utilizzati nell'abitazione.

Tra i reperti sequestrati figurano piatti, stoviglie, utensili e altri elementi rinvenuti. Durante quella sera, nell'abitazione erano presenti Antonella Di Ielsi, Sara Di Vita e Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre della ragazza. L'altra figlia della coppia non si trovava in casa al momento dell'evento.

Accertamenti Scientifici e Testimonianze Chiave

La Procura di Larino sta procedendo con l'ipotesi di duplice omicidio premeditato. La complessa parte scientifica dell'indagine è affiancata da un'intensa attività di raccolta di testimonianze. La Squadra Mobile di Campobasso ha finora raccolto circa 200 deposizioni. Alcune persone sono state ascoltate più volte, e sono stati condotti diversi confronti investigativi per chiarire la dinamica degli eventi.