La morte di Marius Dorobantu, avvenuta il 29 maggio a Porcia, è stata determinata dalle conseguenze di un'aggressione subita mentre difendeva la figlia dall'ex compagno, Fabrizio Barberini. È quanto emerge dalla perizia medico-legale disposta dal Gip di Pordenone e affidata al medico legale Carlo Moreschi. L'accertamento ha stabilito che l'aggressione e la colluttazione hanno agito su una preesistente condizione cardiopatica, innescando un'ischemia miocardica rivelatasi fatale. Fabrizio Barberini, indicato come responsabile del delitto, si trova attualmente in carcere.
L'esito di questa nuova valutazione, reso noto a Pordenone il 12 ottobre 2026, conferma sostanzialmente le prime indicazioni emerse dall'autopsia iniziale, condotta dal medico legale Antonello Cirnelli su incarico della Procura di Pordenone. Il quadro complessivo ricostruito dalla perizia evidenzia una chiara correlazione tra il decesso e la lite sfociata in colluttazione, identificando la cardiopatia preesistente come il substrato sul quale gli effetti fisici e psicofisici dell'aggressione hanno avuto un impatto decisivo.
Il ruolo dello stress e delle lesioni nell'evento fatale
Il consulente del Tribunale ha individuato nello stress psicofisico generato dalla lite e dallo scontro fisico, unitamente alle lesioni traumatiche riportate dalla vittima, i fattori concausali che hanno portato all'evento ischemico acuto.
La perizia ha descritto un meccanismo fisiologico complesso, caratterizzato dall'attivazione del sistema nervoso simpatico. Questa attivazione ha provocato un aumento della frequenza cardiaca, un innalzamento della pressione arteriosa e un maggiore fabbisogno di ossigeno da parte del cuore. Tale condizione è stata giudicata particolarmente critica e rischiosa, data la presenza di una cardiopatia ischemica preesistente e di una stenosi coronarica significativa, entrambe riscontrate nel quadro clinico di Dorobantu.
A complicare ulteriormente il quadro clinico hanno contribuito anche le lesioni traumatiche dolorose, lo sforzo fisico sostenuto per tentare la fuga e scavalcare un muretto, e la perdita di sangue.
Questi elementi, sommati all'intenso stress emotivo e fisico della colluttazione, sono stati indicati dalla perizia tra i fattori determinanti che hanno concorso a innescare l'evento ischemico. La conclusione dell'accertamento peritale stabilisce, dunque, un inequivocabile rapporto di concausalità tra l'aggressione subita, le lesioni riportate da Marius Dorobantu e il suo successivo decesso.
La nuova perizia e l'incidente probatorio
Nell'ambito del procedimento giudiziario, il Gip del Tribunale di Pordenone aveva precedentemente disposto un incidente probatorio, ordinando una nuova perizia medico-legale per approfondire le cause del decesso di Marius Adrian Dorobantu, all'età di 59 anni.