Nel processo sui presunti ritardi nei soccorsi legati al naufragio di Steccato di Cutro, che ha causato la morte di 94 persone, l’udienza tenutasi il 9 ottobre 2026 a Crotone si è concentrata sull’esame delle annotazioni contenute nel diario degli avvenimenti del Gruppo aeronavale (Gan) di Taranto della Guardia di finanza. In tribunale, il brigadiere Corrado Panico, capoturno della sala operativa del Gan, è stato chiamato a deporre in merito alle comunicazioni tra i reparti e alla gestione delle informazioni cruciali durante la notte del tragico evento.

Dall’analisi della documentazione sono emerse alcune incongruenze e un numero limitato di comunicazioni dirette tra la sala operativa del Gan e il Roan, Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia. Nello specifico, sono state registrate solo due interazioni: il recepimento della segnalazione di Frontex alle ore 23:45 e l’avviso relativo all’impiego del pattugliatore Barbarisi alle ore 2:05. Questo aspetto è stato oggetto di approfondimento nell’ambito dell’accertamento sulle informazioni disponibili e sui flussi comunicativi tra le diverse strutture operative della Guardia di finanza.

Il diario degli avvenimenti e i movimenti della motovedetta V5006

Una parte significativa dell’udienza ha riguardato i movimenti della motovedetta V5006, un’unità in servizio a Crotone.

A causa delle condizioni proibitive del mare, l’imbarcazione ha dovuto rimodulare il proprio piano di navigazione ed è rientrata in porto per effettuare il rifornimento (bunkeraggio). Sebbene la sala operativa del Gan fosse a conoscenza del rientro, tale informazione non è stata annotata in tempo reale nel diario degli avvenimenti, ma è stata registrata solo successivamente, alle ore 2:30.

Interrogato su questa specifica omissione, il brigadiere Panico ha fornito le sue ragioni per la mancata annotazione immediata: «Sul diario mettiamo i fatti salienti. Non l'ho annotato perché non era rilevante in quel momento. Serviva a poco saperlo o non saperlo». È emerso inoltre che nel diario compariva un’indicazione errata secondo cui il Roan avrebbe segnalato la V5006 a circa due miglia da Le Castella, sebbene l’unità non avesse mai superato il promontorio di Capocolonna, distante oltre 20 miglia.

Rispondendo alle domande del presidente del collegio penale Alfonso Scibona, il testimone ha riferito che il comandante del Gan, Nicolino Vardaro, uno degli imputati nel processo, «era costantemente notiziato via telefono». Panico ha riconosciuto la mancata tempestività nell’annotazione relativa alla V5006, collegando la successiva comunicazione alla presenza operativa del pattugliatore PV6 Barbarisi, che operava insieme a una motovedetta del Roan.