Quattro cittadini georgiani sono stati fermati negli aeroporti di Bologna e Catania mentre tentavano di imbarcarsi su voli per Tel Aviv con passaporti israeliani falsi. I primi accertamenti suggeriscono un possibile legame familiare tra loro, basato sulla compatibilità dei cognomi, sebbene la circostanza sia ancora da verificare. Gli episodi hanno riguardato due uomini a Bologna e una donna con un minorenne a Catania.

Le operazioni di controllo negli scali aerei

I controlli sono scattati dopo segnalazioni del personale di sicurezza della compagnia aerea israeliana alla polizia di frontiera.

A Bologna, il 5 ottobre 2026, due uomini georgiani sono stati fermati, denunciati per documenti falsi e reimbarcati su un volo per l'Albania. Il 7 ottobre 2026, a Catania, una donna e un minorenne, anch'essi cittadini georgiani, sono stati intercettati mentre tentavano di imbarcarsi per Tel Aviv con passaporti israeliani contraffatti.

Gli sviluppi delle indagini e i provvedimenti adottati

La donna fermata a Catania è stata arrestata e sottoposta a giudizio per direttissima; il minorenne è stato accompagnato in una struttura protetta. Gli accertamenti hanno rivelato che i due erano arrivati a Bologna dalla Turchia il 4 ottobre 2026, sullo stesso volo degli altri due cittadini georgiani bloccati nello scalo bolognese.

Le verifiche proseguono con la Digos e indagini coordinate tra le forze di polizia di Bologna e della Sicilia.

Ipotesi di legame familiare e quadro complessivo

L'elemento principale emerso dai primi controlli è la compatibilità dei cognomi dei quattro cittadini georgiani, che supporta l'ipotesi di un rapporto familiare, sebbene la verifica sia ancora in corso. Il quadro delle operazioni conferma il fermo di due uomini a Bologna il 5 ottobre 2026, e di una donna e un minorenne a Catania il 7 ottobre 2026. Tutti erano in possesso di passaporti israeliani falsi e diretti a Tel Aviv.