Un incendio ha distrutto, nella mattinata del 15 ottobre 2026, un modulo abitativo provvisorio SAE (Soluzione Abitativa in Emergenza) in Contrada Strada Cesia di Francia, nel comune di Isola del Gran Sasso d’Italia, provincia di Teramo. La struttura, parte delle abitazioni post-sisma, è stata avvolta dalle fiamme, ma l'anziano occupante è riuscito a uscire autonomamente prima che il rogo si propagasse. L'uomo è rimasto illeso e non ha riportato intossicazioni, evitando conseguenze ben più gravi.
Le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Teramo, con il supporto di un'autobotte dall'Aquila, sono intervenute prontamente.
Le operazioni di spegnimento hanno permesso di domare l'incendio, mettere in sicurezza l'area e impedire la propagazione delle fiamme al modulo abitativo adiacente, che ha riportato solo lievi danni. L'intervento efficace ha scongiurato un'escalation del pericolo per le strutture vicine.
Danni e interventi delle autorità
La casetta colpita dal rogo ha subito gravi danni strutturali ed è stata dichiarata inagibile, rendendone impossibile il riutilizzo. Sul luogo dell'emergenza sono giunti anche i Carabinieri, la Polizia Locale e i sanitari del 118 a scopo precauzionale. Il sindaco di Isola del Gran Sasso d’Italia si è attivato per individuare una soluzione alloggiativa alternativa per il residente, rimasto sfollato dopo l'incendio, garantendo un supporto concreto.
Contesto e accertamenti
L'episodio riguarda una struttura abitativa provvisoria, come le SAE, destinata all'accoglienza post-sisma nel territorio teramano. L'incendio ha interessato una singola abitazione, e l'assenza di feriti o intossicazioni ha rappresentato un esito positivo, nonostante la distruzione materiale. Le operazioni dei Vigili del Fuoco si sono concentrate sullo spegnimento, sulla messa in sicurezza e sulla protezione delle unità vicine, minimizzando l'impatto complessivo.
L'origine esatta dell'incendio rimane da accertare. Le indagini sono in corso per determinare le cause del rogo. La situazione abitativa del residente è diventata il fulcro delle azioni successive, con l'abitazione dichiarata inagibile a causa dei danni strutturali subiti, rendendo urgente una nuova sistemazione.