La Procura della Repubblica di Roma e i Carabinieri hanno intensificato l’attività di ricerca sui ricercati nella Capitale, registrando un bilancio significativo dall'inizio dell'anno. Dal 1° gennaio 2026, i militari del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito oltre 200 arresti nei confronti di persone destinatarie di ordini di esecuzione per la carcerazione e provvedimenti di cumulo pene.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Roma attraverso il Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave e il Gruppo Esecuzioni Penali, mira a garantire la reale ed effettiva esecuzione delle decisioni definitive.
Questo lavoro è considerato di particolare rilievo per l’applicazione delle sentenze passate in giudicato e il rintraccio dei condannati che si erano resi irreperibili.
Strategie e unità operative nella caccia ai latitanti
Le ricerche hanno coinvolto una sinergia tra gli specialisti della Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma e i reparti territoriali dell’Arma. Circa 60 casi sono stati gestiti direttamente dalla Sezione Catturandi, mentre gli altri interventi hanno visto l'impegno delle articolazioni territoriali.
L’attività investigativa ha integrato diverse metodologie: approfondite analisi delle banche dati, tracciamento dei flussi finanziari, monitoraggio dei canali social e una robusta cooperazione internazionale di polizia, avvalendosi di piattaforme come Scip, Enfast, Interpol e la rete Sirene.
A queste indagini si sono affiancati servizi prolungati di osservazione, controllo e pedinamento, supportati dalla profonda conoscenza del territorio delle Stazioni Carabinieri. Un dato saliente è che, nella maggior parte dei casi, i condannati sono stati rintracciati entro 24-48 ore dall'attivazione delle ricerche, dimostrando l'efficacia del sistema.
I contesti degli arresti e la varietà dei reati
Gli interventi hanno interessato un’ampia gamma di luoghi: abitazioni private, rifugi, stazioni ferroviarie, aeroporti, porti e grandi vie di comunicazione. Non sono state escluse le piazze di spaccio, dove spesso è stato necessario superare complessi sistemi di protezione e reti di vedette. Alcuni ricercati sono stati fermati mentre tentavano di lasciare il territorio nazionale, mentre altri si nascondevano in quartieri residenziali o in abitazioni d’appoggio, utilizzando indirizzi fittizi e coperture per eludere le forze dell'ordine.
I provvedimenti eseguiti riguardano una vasta tipologia di reati, tra cui traffico internazionale di stupefacenti, usura, estorsione aggravata, violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, reati da Codice Rosso, omicidio, rapina, bancarotta fraudolenta e sequestri di persona, oltre ad altri reati transnazionali. Questa diversità sottolinea la complessità e l'ampiezza dell'impegno delle forze dell'ordine nel contrasto alla criminalità organizzata e diffusa.