È morto a Roma, all’età di 55 anni, Daniele Kihlgren, imprenditore milanese di origini svedesi noto per la sua attività nei settori del cemento e del turismo. Il decesso è avvenuto il 7 ottobre 2026, a causa dell’aggravarsi di una patologia che lo accompagnava fin dall’adolescenza. Il nome di Kihlgren è indissolubilmente legato all’Abruzzo, in particolare al borgo di Santo Stefano di Sessanio, nel territorio aquilano, dove ideò e realizzò l’innovativo albergo diffuso Sextantio.
Kihlgren, terzogenito di una famiglia di imprenditori del cemento, si distinse per una visione pionieristica nel recupero del patrimonio edilizio.
Verso la fine degli anni Novanta, acquisì e ristrutturò numerose abitazioni abbandonate e in rovina a Santo Stefano di Sessanio. Da questo progetto nacque una singolare struttura ricettiva, distribuita nel tessuto storico del paese, che attrasse visitatori da ogni parte del mondo. L’iniziativa non solo generò decine di posti di lavoro, ma si affermò anche come un modello turistico virtuoso, basato sul recupero dell’esistente e sul principio dello zero consumo di suolo.
Il legame profondo con Santo Stefano di Sessanio
Il forte legame tra Kihlgren e il borgo abruzzese sarà suggellato da un ultimo saluto. La salma dell’imprenditore sarà infatti portata nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano di Sessanio venerdì pomeriggio, a partire dalle ore 15.
Sarà un’occasione per la comunità e per quanti lo hanno conosciuto di rendere omaggio a un uomo che ha profondamente segnato una parte centrale del percorso imprenditoriale e umano nel borgo. Il progetto Sextantio, richiamando l’antico toponimo di un insediamento romano nelle vicinanze, ha saputo coniugare l’ospitalità con la valorizzazione del patrimonio edilizio locale, trasformando antiche dimore in spazi ricettivi pienamente integrati nel contesto del paese. Questa esperienza ha rappresentato un esempio significativo di come un villaggio medievale possa essere reinventato attraverso un modello di albergo diffuso, con interventi mirati sugli edifici storici per destinarli a nuove funzioni ricettive.
Progetti oltre l'Abruzzo: da Matera al Ruanda
L’intuizione di Kihlgren non si limitò all’Abruzzo. Dopo il successo di Santo Stefano di Sessanio, l’imprenditore replicò un progetto analogo nei suggestivi Sassi di Matera, dimostrando la trasferibilità del suo modello di recupero e valorizzazione. La sua visione si estese poi anche al continente africano, dove realizzò un piccolo villaggio a destinazione ricettiva su un’isola del Lago Kivu, al confine con il Congo. Questo percorso imprenditoriale ha mantenuto una costante coerenza, focalizzandosi sull’ospitalità turistica e sul recupero di luoghi esistenti, spesso dimenticati o in disuso.
Parallelamente alle sue iniziative turistiche, Daniele Kihlgren si dedicò anche a un importante progetto sociale.
Per oltre dieci anni, gestì un’iniziativa volta a fornire assicurazione sanitaria a persone congolesi povere, impossibilitate a sostenere le spese per le cure mediche. Questa nobile iniziativa era interamente finanziata attraverso i proventi delle sue attività ricettive, evidenziando un impegno etico e una sensibilità sociale che andavano oltre il mero profitto imprenditoriale.