Un uomo di 27 anni è stato tratto in arresto a Torino dalla polizia di Stato con l'accusa di tentata estorsione. L'individuo è stato anche denunciato per ricettazione in relazione a un episodio che ha visto il tentativo di recuperare un telefono cellulare sottratto. La vicenda, resa nota il 4 ottobre 2026, si è sviluppata a seguito del furto di uno smartphone avvenuto il giorno precedente ai danni del padre di una giovane donna. Per la restituzione del dispositivo, persone ignote avevano avanzato una richiesta di 100 euro.
Le indagini sono partite quando i poliziotti del commissariato di Barriera Milano hanno stabilito un contatto con la giovane donna, la quale stava attivamente cercando di riavere il cellulare del padre.
A fronte della richiesta di denaro per la restituzione, gli agenti hanno prontamente organizzato un'operazione di appostamento. Hanno individuato e monitorato con attenzione l'area designata per lo scambio, circondando la zona con l'intento di intervenire nel momento cruciale della consegna del denaro in cambio del telefono.
L'intervento della polizia e il recupero dello smartphone
Il momento dello scambio si è concretizzato come previsto. Un uomo si è avvicinato alla giovane, mostrando il cellulare sottratto e attendendo il pagamento della somma richiesta. È stato proprio in quell'istante che gli agenti sono intervenuti con rapidità e decisione, bloccando l'individuo e impedendogli qualsiasi tentativo di fuga.
L'azione tempestiva delle forze dell'ordine ha permesso il recupero immediato dello smartphone, che è stato successivamente restituito al suo legittimo proprietario, ponendo fine alla vicenda del furto e della tentata estorsione.
Al termine degli accertamenti di rito, il ventisettenne è stato condotto presso il carcere Lorusso e Cotugno di Torino. Il trasferimento è avvenuto su disposizione dell'autorità giudiziaria, che ha convalidato l'arresto per l'ipotesi di tentata estorsione. La denuncia per ricettazione, invece, è scaturita dal possesso del telefono, la cui provenienza è risultata illecita, confermando che il dispositivo era stato effettivamente sottratto.
Precedente simile: un'altra tentata estorsione per un cellulare rubato
Questo episodio non rappresenta un caso isolato nel capoluogo piemontese. Un'analoga dinamica, sempre legata alla restituzione di un cellulare sottratto dietro richiesta di denaro, era già emersa a Torino in un'altra circostanza. L'evento risale al 17 giugno 2026 e si inseriva in un più ampio contesto di operazioni che avevano portato a un totale di sette arresti in sole ventiquattro ore, eseguiti dai carabinieri del Nucleo Radiomobile nella zona nord della città.
Tra i vari interventi operati in quella giornata, figurava proprio un caso di tentata estorsione avvenuto all'interno di una polleria situata in corso Giulio Cesare.
In quell'occasione, un uomo di 46 anni, accompagnato da un complice la cui identificazione era ancora in corso, si era presentato nel negozio. I due avevano avanzato una richiesta di 200 euro a un dipendente, un cittadino pakistano di 29 anni, per la restituzione di un telefono cellulare che gli era stato rubato la sera precedente. Il lavoratore, dimostrando prontezza, aveva immediatamente allertato il 112, consentendo così l'intervento tempestivo dei carabinieri, che avevano arrestato il presunto responsabile.