Il tribunale civile di Udine ha disposto un sequestro conservativo di beni per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso nei confronti dell’ex economo del seminario arcivescovile San Luigi Scrosoppi di Udine e di un imprenditore edile udinese, entrambi coinvolti in una complessa inchiesta giudiziaria. Gli indagati sono un uomo di 52 anni, residente a Colloredo di Monte Albano, e un imprenditore di 47 anni di Udine, al centro delle accuse relative a significativi ammanchi nei conti del seminario.
I due soggetti sono formalmente indagati per concorso in appropriazione indebita e autoriciclaggio.
L’indagine ha portato alla luce presunti ammanchi che superano la cifra di 1,2 milioni di euro dalle casse del seminario San Luigi Scrosoppi. La richiesta di sequestro, ottenuta in sede civile, è stata avanzata dagli avvocati Bruno Barel, Stefania Stefan e Federico Gioia del foro di Treviso, che rappresentano l’istituto ecclesiastico, e ha interessato sia i due indagati sia le imprese a loro riconducibili.
Le accuse sui lavori e le presunte irregolarità
Le contestazioni dell’accusa si concentrano sulla fatturazione al seminario di lavori di ristrutturazione che, pur riferendosi formalmente a un immobile di proprietà del seminario a Reana del Rojale, sarebbero stati in realtà eseguiti su immobili privati riconducibili a uno degli indagati.
Questa ricostruzione accusatoria suggerisce un dirottamento di risorse. Inoltre, altre somme sarebbero state impiegate per finanziare diverse imprese edili, alimentando ulteriormente il quadro delle presunte irregolarità.
Le fatture contestate venivano sistematicamente pagate dall’allora economo del seminario. I fatti oggetto dell’inchiesta e delle contestazioni si riferiscono a un periodo specifico, compreso tra il 2018 e il 2022. Il sequestro conservativo, formalizzato in sede civile, incide direttamente sui beni immobili e sui crediti degli indagati. Il provvedimento è stato firmato dal giudice Roberta Sara Paviotti, confermando la gravità delle accuse.
L’attesa udienza preliminare del 3 novembre 2026
L’ex economo e l’imprenditore edile dovranno comparire il 3 novembre 2026 davanti al giudice penale Carlotta Silva per l’udienza preliminare. In questa fase cruciale del procedimento, verrà esaminata la richiesta di rinvio a giudizio formulata nei loro confronti dal pubblico ministero Andrea Gondolo. L’esito di questa udienza determinerà se gli indagati dovranno affrontare un processo penale.
La decisione di richiedere il sequestro in sede civile è maturata anche in seguito al rinvio dell’udienza penale, originariamente fissata per aprile, a causa del legittimo impedimento dell’avvocato Roberto Mete, difensore dell’ex economo. L’imprenditore edile, invece, è assistito dagli avvocati Andrea Franchin e Rolando Favella, che cureranno la sua difesa nel corso del procedimento giudiziario.