La Polizia di Stato ha dato il via, nelle prime ore del 5 novembre 2026, all'esecuzione di diverse misure cautelari nei confronti di militanti antagonisti. Questi ultimi sono indagati, a vario titolo, per reati commessi durante la manifestazione nazionale svoltasi il 31 gennaio 2026 a Torino, un evento di protesta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. I provvedimenti giudiziari non si limitano al capoluogo piemontese, ma coinvolgono anche individui residenti in altre località del territorio nazionale.
L'ordinanza, emessa dal gip di Torino, prevede diverse tipologie di provvedimenti restrittivi: custodie cautelari in carcere, arresti domiciliari, divieti di dimora e obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
L'intera operazione è stata condotta dalla Digos della questura di Torino, sotto la guida di Rita Fabretti, e rappresenta la conclusione di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica.
L'Indagine e le Misure Cautelari
I fatti contestati si riferiscono specificamente alla manifestazione nazionale del 31 gennaio 2026, organizzata in seguito allo sgombero, avvenuto il 18 dicembre precedente, del centro sociale dell’Autonomia di corso Regina Margherita 47. Quest'ultimo era stato liberato dalle forze dell'ordine dopo un'occupazione durata circa trent'anni. Già nell'ottobre precedente, l'inchiesta aveva portato all'esecuzione di 14 perquisizioni in diverse province italiane e alla notifica, da parte della Procura di Torino, di 19 decreti di fissazione degli interrogatori preventivi a carico degli indagati.
Tra i reati ipotizzati di maggiore gravità spicca il tentato omicidio, contestato a un antagonista specifico per aver incendiato un mezzo della polizia con un agente a bordo, mettendone a rischio la vita. L'inchiesta ha inoltre evidenziato altri capi d'accusa legati agli episodi di violenza avvenuti durante la manifestazione, tra cui resistenza aggravata, lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa e rapina.
Gli Scontri Durante il Corteo del 31 Gennaio
La ricostruzione investigativa colloca gli scontri più violenti al termine del corteo del 31 gennaio. In quell'occasione, gruppi di manifestanti a volto coperto hanno lanciato un'ampia varietà di oggetti, tra cui pietre, bottiglie, razzi, bengala e bombe carta, contro gli agenti delle forze dell'ordine.
Sono state inoltre allestite barricate improvvisate utilizzando cassonetti incendiati per bloccare le strade. La manifestazione, che contava oltre mille partecipanti secondo gli atti di polizia, aveva deviato significativamente dal percorso preavvisato, dirigendosi con intento verso lo stabile di corso Regina Margherita 47.
Durante i disordini, un mezzo del reparto mobile è stato dato alle fiamme mentre un agente si trovava ancora a bordo, in una situazione di estremo pericolo. Un altro poliziotto è stato accerchiato e aggredito con calci e colpi da parte dei manifestanti.