Dopo due anni di silenzio Stephen King è tornato in libreria con un nuovo romanzo intitolato "Joyland". L'autore è noto per avere scritto un numero esorbitante di romanzi e racconti e per aver coniato molti elementi basilari della narrativa horror contemporanea. Inoltre molti dei suoi Libri sono divenuti film, basti pensare a "Shining" (per la regia di Kubrick), ma anche "Carrie", "Misery non deve morire", "Stand by me" o "Il miglio verde".
Proprio alle atmosfere più delicate ed introspettive di capolavori come quest'ultimo sembra occhieggiare la nuova uscita, pur non privandosi di alcuni ingredienti relativi al mondo del sovrannaturale, molto cari a Stephen King.
"Joyland" è ambientato a Heaven's Bay, North Carolina, nell'estate 1973.
Il protagonista è un giovane universitario di nome Devin che decide di passare la stagione a lavorare in un luna park, per mettere da parte qualche soldo. Qui scoprirà immancabilmente che il luna park è stato il luogo di un tragico avvenimento che ancora vi aleggia. Il ragazzo deciderà dunque di indagare su questo mistero, intrecciando le sue vicende con quelle delle persone, più o meno giovani, con le quali entrerà in contatto lavorando a Heaven's Bay.
Il libro si presenta dunque con una trama che può sembrare classica ed immediata. Tuttavia, ha già raccolto diverse recensioni molto positive che mettono in luce la capacità dell'autore di sondare diversi aspetti e sfaccettature dell'esistenza umana, al di là dell'indiscussa bravura nell'intessere le sue "storie da brivido".
L'editore della Hard Case Crime, la casa editrice per la quale "Joyland" è stato edito negli USA, l'ha definito una "storia sul diventare grandi e diventare vecchi", ponendo appunto l'accento sui temi introspettivi presenti nel romanzo.
Ma la giustificazione più esaustiva alla lettura di "Joyland" è fornita da Bill Sheehan del Washington Post, riportata con cognizione di causa anche sullo stesso sito web di Stephen King.
Sheehan afferma infatti che "è il legame con le emozioni che distingue i libri volti al mero intrattenimento dai libri che contano". Aggiunge poi che "con ingannevole facilità e sorprendente regolarità, King ha scritto libri che contano per quasi quarant'anni e con "Joyland" l'ha fatto di nuovo".
Con queste premesse, dunque, "Joyland" può essere una buona lettura per chi è in cerca di un libro a cui dedicarsi sotto l'ombrellone, sicuramente più qualificato di molti prodotti editoriali spesso gonfiati e sponsorizzati ad arte, ma che alla fine, voltata l'ultima pagina, lasciano poco o niente del loro passaggio.