Paul Jackson Pollock (1912-1956) è stato una figura importante nell'espressionismo astratto e molto noto per il suo stile unico di pittura a goccia (action painting).

Pollock trascorse la sua gioventù tra l'Arizona e la California, studiò alla High School di Riverside e poi alla Manual Arte High School di Los Angeles, scuole dalle quali venne espulso per indisciplina.

Nel 1929 Jackson Pollock  si trasferisce a New York, qui scopre l'arte dei maestri messicani come Diego Rivera, Josè Clemente Orozco, che si esprimevano mediante grandi murales dai soggetti impegnati e dai colori squillanti. Una delle sue opere di questo periodo fu il murale realizzato nel 1943 per la casa di Peggy Guggenheim.

Nel 1945 Pollock sposò l'artista statunitense Lee Krasner, che fu molto importante nella sua carriera e per la sua eredità. Pollock mise a punto la nota tecnica del "dripping", il colore (non olio, ma smalto opaco o vernici industriali) viene sgocciolato su una tela posta in orizzontale a terra da un contenitore bucherellato o schizzato direttamente con le mani o con pennelli induriti, bastoncini o anche siringhe da cucina, questa tecnica è alla base del movimento dell'action painting.

Le opere realizzate con questa tecnica si presentano come un caotico  intreccio di linee e macchie colorate con una totale assenza di organizzazione razionale. Oltrepassando l'uso del quadro verticale posto sul cavalletto, egli stendeva la tela orizzontalmente sul pavimento per dipingerlo su tutti i lati.

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Pollock aveva una personalità solitaria e volatile ed era un artista coinvolto fisicamente e psicologicamente nell'azione del dipingere, talvolta con veemenza, con furore, come in una lotta, in un corpo a corpo con la tela.

Jackson Pollock morì a soli 44 anni in un incidente automobilistico, sotto l'influenza dell'alcool: era in compagnia di un'amica che morì nell'incidente e della sua amante che sopravvisse.

Dopo la sua morte, la moglie Lee Krasner amministrò il suo lascito artistico, facendo in modo che la sua fama e la sua reputazione rimanessero intatte.

Firenze renderà omaggio a Pollock con una mostra a Palazzo Vecchio dal 16 aprile al 27 luglio, accostando idealmente le sue opere a quelle di Michelangelo Buonarroti, di cui quest'anno ricorre il 450° anniversario della morte.

Saranno esposte 16 opere, oltre a sei disegni prestati dal Metropolitan Museum di New Jork e da collezioni private mai esposte prima in Italia.

A distanza di 400 anni, manifestarsi nell'atto e nell'esito creativo è punto di similitudine fra i due grandi artisti, protagonisti assoluti della mostra.

Oltre alla mostra stessa, vi saranno suoni e filmati che susciteranno una sollecitazione sensoriale capace di coinvolgere l'osservatore immergendolo in un'energia creativa unica capace di rapirlo e coinvolgerlo totalmente.