Se amate leggere e ascoltare poesia, consiglio assolutamente la scoperta di questi versi, dove troverete i temi principali di quella che viene definita poesia lirica; gioia, dolore, amore, rimpianti, speranze ed esaltazione della natura. Componimenti dove la soggettività del poeta si mescola a sentimenti collettivi diventando così poesia di consapevolezza e riflessione.

Alcune immagini che si scolpiscono nella mente, fanno figurare Pietro Taranto, l'autore di "Momenti", come un uomo che ha senza dubbio incarnato l'anima umana alla ricerca di un perché, uno scopo, una motivazione, una forza superiore alla ricerca della verità, una comunicazione fra l'essere anima e l'essere un uomo fatto di carne ed ossa.

La libertà di quest'uomo non sta nello sfuggire o ribellarsi alla necessità e al senso del mondo, quello che insegue è la comprensione e l'accettazione di un universo che cerca di captare con tutte le sfaccettature che ne conseguono.

Poesia e filosofia allo stesso tempo, dove la poesia diventa un'esplosione dell'anima, fatta di sentimenti, profumi, rimpianti e osservazioni; mentre la filosofia finale, non è una guida con una certa dottrina morale, non c'è una suddivisione fra bene o male , ma solo un sentire che si allontana da qualsiasi dottrina etica o religiosa, un sentire universale e personale allo stesso tempo.

L'asse portante delle sue poesie sembra essere il tempo," il padrone del mondo", "unico boia autorizzato,/ ci giustizierà il tempo. " "Parto, / alla ricerca del tempo"." Quando al tempo penso".

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La metafora più vigorosa il mare, "Io ti conobbi, mare", il mare come metafora della vita, il nutrimento dell'anima.

La natura, come descrizione concreta e vigorosa, con i suoi paesaggi e le sue stagioni. Il sentimento che pervade il tutto l'amore, amore per la sua terra, per i suoi figli, i genitori, le persone a lui più care, amore per la libertà, amore descritto come una forza superiore che vigila e interviene sulla realtà, sul genio degli uomini, come una porta d'accesso alla solitudine che affligge il protagonista alla ricerca di un proprio sé. L'amore della solitudine, il tema che pervade molte poesie, che si differenzia da quell'amore umano e carnale che segue spesso il corso delle stagioni, fiorisce per poi sfiorire. Amore come esperienza ed opportunità devastante che determina sbigottimento e angoscia conducendo così alla disgregazione dell'io.

Poesia come riflessione sul rapporto dell'uomo con la natura, dell'uomo con l'uomo, esperimento avente per obiettivo quello di cercare la conciliazione tra l'uomo e il mondo naturale, fra l'uomo e le diversità, ottimismo e pessimismo scaturito dal considerare l'uomo come artefice del proprio destino e come essere dipendente da sensazioni ed emozioni.

Riflessioni sulla schiavitù, "Crepa, bastardo negro/dalla pelle puzzolente,/o servi il tuo Dio/dalla pelle bianca.", sulla guerra, "Bombe che scoppiano, /uomini che muoiono,/uomini che si uccidono.", sul guadagnarsi da vivere" un boccone di pane,/ qualche favola/ e tanti sogni,".

Se dovessi definire il tutto non finirei mai di scrivere, tante sono le emozioni e le riflessioni che hanno suscitano in me queste liriche, un microcosmo dove le parti sono in rapporto ad un tutto; e mi chiedo: l'autore ha voluto racchiudere il suo essere? L'umanità? La natura? L'amore? La guerra?