Anche quest'anno, il programma del festival musicale MI.TO si annuncia molto interessante e variegato. Si tratta di 180 spettacoli dal 5 al 24 settembre, divisi fra Milano e Torino e in diverse fasce orarie. Alcuni di essi verranno replicati in entrambe le città.

Dice il direttore artistico Enzo Restagno: 'l'immagine più appropriata per questo Festival è quella di una galassia. La buona musica continua infatti a espandersi nel tempo e nello spazio con nuove creazioni, esecuzioni sempre più frequenti e un esercizio di perfettibilità che non conosce limiti.

Non abbiate timore di smarrirvi in questa galassia perché è una delle cose migliori che vi possano capitare.'

Imperdibili. Fra le molte proposte, assolutamente imperdibili a mio parere almeno due spettacoli: La Mandragola di N.Machiavelli con le musiche di scena scritte nel 1518 da Philippe Verdèlot, che andrà in scena il 12 a Milano e il 14 a Torino, in prima esecuzione moderna; e l'opera lirica cinese in prima assoluta europea Il Ragazzo del Risciò il 23 e 24 settembre a Torino. Andando forse controcorrente, non ritengo faccia parte della categoria 'imperdibili' la doppia inaugurazione sabato 5 (Milano) e domenica 6 (Torino) con l'Orchestra Sinfonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov.

Non certo per l'indiscussa bravura degli esecutori - per altro molto noti e ascoltabili anche al di là di quest'occasione -quanto per il programma, popolare ma non particolarmente stimolante.

Cosa vedere. Dare indicazioni precise non è possibile, data la grande varietà di proposte e di generi, e ognuno può sfogliare il programma sul sito ufficiale per trovare gli appuntamenti di proprio gradimento.

Tuttavia, al di là dei gusti personali, alcuni eventi sono davvero molto particolari e meriterebbero di essere seguiti per il semplice fatto che un'altra occasione simile potrebbe non presentarsi se non fra molto tempo.

Per i primi giorni del Festival, mi permetto di segnalare cinque appuntamenti molto diversi fra loro: il jazz di domenica 6 ai Filodrammatici di Milano con la Band'Union e Daniele di Bonaventura; la world music di Lamia Bedioui e Big Babel Ensemble alle Officine Caos di Torino martedì 8; la musica classica col quartetto d'archi 'Con Moto' mercoledì 9 alla Cavallerizza di Torino; il crossover con Hindi Zara, per la prima volta in Italia, giovedì 10 al Franco Parenti di Milano; e infine il ciclo di lieder Winterreise di F.Schubert il 16 al Conservatorio di Milano.

Spettacoli con biglietto e gratuiti. I biglietti per gli spettacoli a pagamento sono disponibili sul circuito Ticket One e dal 6 giugno, in singolare ritardo rispetto a Milano di circa venti giorni, anche a Torino si possono acquistare direttamente alla biglietteria. Per alcuni appuntamenti, purtroppo, i costi saranno uno sbarramento per molti, specie in questo periodo di crisi; tuttavia sono molti anche gli appuntamenti di qualità con ingresso gratuito. Molto interessante per esempio la rassegna di musiche religiose di diverse tradizioni Voci dello Spirito.

In conclusione, un festival musicale indubbiamente di prim'ordine e da seguire, con alcune proposte di altissimo livello artistico.

Unico appunto, a mio modesto parere, il fatto che il calendario milanese sia anche quest'anno decisamente più interessante, ricco e cosmopolita rispetto a quello torinese. Nella città subalpina è infatti ormai consuetudine affidare molti concerti del festival a artisti locali, professionisti indubbiamente molto validi ma che nel corso delle normali stagioni concertistiche è già possibile ascoltare molto frequentemente. Forse, data l'occasione, si potevano privilegiare artisti di diversa provenienza.

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