Frankenstein sta per compiere 200 anni e li festeggerà con due film. Infatti Mary Shelley abbozzò il suo celebre romanzo nel maggio del 1816, anche se lo pubblicò in forma anonima due anni dopo. Ma cominciamo dalla fine, o meglio dall'attualità. Il 17 marzo infatti sarà in sala FRANKεN5Tε1N, adattamento del romanzo diretto e prodotto da Bernard Rose, l'autore della serie di Candyman (il cui protagonista principale è ora nel cast anche di questo film, nei panni di un mendicante cieco).

Il film di Rose sposta l'azione dal XIX secolo ai giorni nostri, a Los Angeles.

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Il dottor Frankenstein (Danny Huston) e sua moglie (Carrie-Ann Moss) sono una coppia di scienziati che danno vita a una creatura (Xavier Samuel) ribattezzata Adamo con una stampante 3D. Tuttavia la Creatura si rivela infetta e il team decide di sopprimerla. Adam fugge e si avventura nella metropoli, dove sarà aiutato da un mendicante cieco e perseguitato dalle forze dell'ordine. Produzione a basso costo, con la particolarità che la voce narrante è quella della stessa Creatura, con brani presi di peso dal romanzo, FRANKεN5Tε1N non brilla per originalità.

Uscirà invece il 6 aprile Victor - La storia segreta del dott. Frankenstein. Diretto da Paul McGuigan e interpretato da James MacAvoy (Victor Frankenstein) e Daniel Radcliffe (Igor Strausman). In questo caso la vicenda sarà narrata dal punto di vista di Igor, assistente e amico del dottore, come lui ossessionato dall'idea di “salvare” l'umanità dalla morte.

Un libro, cento film

Secondo i calcoli dell'Internet Movie Database, dal 1910 a oggi sono state quasi cento (mettendoci dentro anche cartoni animati come Hotel Transylvania e le parodie) le pellicole tratte dal romanzo della Shelley.

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Tra di essi anche Il mostro di Frankenstein, diretto da Eugenio Testa nel 1920 e andato perduto.

È interessante notare come il film di Testa indichi correttamente che Frankenstein non è il nome del Mostro (o della Creatura, se preferite), ma del suo creatore, quando ormai il nome “Frankenstein” è ormai da tempo sinonimo di attività scientifica innaturale e mostruosa appunto.

Quello della Shelley (nata nel 1797 da William Godwin, filosofo e Mary Wollstonecraft, autrice della prima dichiarazione dei diritti della donna, moglie del poeta Percy Bysshe Shelley e morta nel 1851) è di solito inserito nel filone dei romanzi gotici e horror, ma nella Prefazione leggiamo che “secondo il dottor Darwin e alcuni fisiologi tedeschi l'evento su cui si fonda questo racconto non è da considerarsi impossibile”. Il Darwin citato non è, ovviamente, l'autore dell'Origine delle specie, ma il nonno, Erasmus (1731-1802), naturalista e poeta.

Il Prometeo Moderno

L'alfiere della teoria della selezione naturale e del positivismo scientifico è quindi collegato, in maniera particolare, a una storia che non vuole essere soprannaturale, ma scientifica e morale. Il sottotitolo del romanzo è Il Prometeo Moderno: come Prometeo rubò il fuoco agli dei, il dottor Frankenstein ruba il segreto dell'immortalità. Ed entrambi sono puniti per il loro gesto.

Frankenstein, o Il Prometeo Moderno sta all'inizio di un arco, storico e culturale, che si chiuderà nel 1897, esattamente 80 anni dopo, con l'arrivo in libreria del Dracula di Bram Stoker (che come il testo della illustre collega è costruito con un collage di voci diverse). La fede nella scienza ha ceduto il passo a quella nella magia nera e l'immortalità, conquistata non in laboratorio ma per vie oscure, va preservata e alimentata con il sangue, non l'elettricità.

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In quel fatidico maggio 1816, Mary e il marito furono ospiti di Lord Byron in una villa sul lago di Ginevra, assieme al medico e segretario del poeta, John William Polidori. Per ingannare il tempo, Byron propose che ognuno scrivesse una storia di fantasmi: un fatto che nel 1986 fu raccontato da Ken Russell nel film Gothic. Dei quattro, solo due svilupparono gli abbozzi: la Shelley quello di Frankenstein, Polidori di un personaggio chiamato Lord Ruthven, un vampiro.