Errata corrige: Il sito americano "TMZ" ha riportato che, a quanto pare, il duetto non andrà mai ufficialmente in onda, giacché lo staff che cura il business che ruota intorno all'immagine di Whitney Houston, non ne avrebbe autorizzato la diffusione durante la finale di "The Voice US". Secondo queste persone, l'ologramma dell'artista scomparsa non rispecchierebbe la figura della donna. Dunque il tributo rischierebbe di essere un flop, soprattutto se visto e seguito da coloro che conoscevano la leggendaria artista.

Sembra proprio che gli amanti della musica di mezzo mondo dovranno continuare a rifornirsi di fazzoletti, perché questa stagione televisiva statunitense continua a regalare preziosissimi momenti di spettacolo. Tutto ciò grazie soprattutto ai tributi dedicati ad artisti recentemente scomparsi, registrati in occasione di eventi di alta risonanza mediatica. Nei mesi scorsi abbiamo assistito al ricordo di David Bowie da parte diLady Gaga alla 58° edizione dei Grammy Awardse di Lorde ai Brit Awards, oppure all'omaggiodi Bruce Springsteena Prince,in apertura della tappa di Brookyln del suo tour.

Ma l’esibizione che verrà trasmessa dalla NBC il 23 maggio, durante le finali di "The Voice US", permetterà di diritto al termometro delle emozioni di toccare vette elevatissime. Chiacchierato da settimane, è ora onlineun duetto che, prima di oggi, ha fatto storcere il naso ai più. E come dar torto a questi? Una delle coach del talent show,Christina Aguilera, avrebbe omaggiato la cantautrice che più ha venduto nella storia della musica mondiale: Whitney Houston.

“The Voice” avrebbe riempito gli umili - al suo cospetto - studi del programma, non solo con la sua immensa voce, ma anche con la sua figura sotto forma di ologramma. Insomma, una performance assai rischiosa, al limite del sacrilegio, ma con parecchi precedenti, come il duetto tra Celine Dion ed Elvis Presley ad "American Idol". Tuttavia, in quel caso si trattava di un omaggio a lunga distanza, nei confronti di un grande artista della storia della musica, sin da subito entrato a far parte del mito.

In questo caso la tragedia è recente, avvenuta solo 4 anni fa, e ridestata dalla morte della figlia della Houston, Bobbi Kristina Brown, verificatasi nell’estate del 2015.

Il pericolo di una "americanata" era elevatissimo. Ciononostante, già dalle prime immagini rivelate attraverso alcuni video registrati dal pubblico in sala, e trapelate online all’inizio del mese, era ben chiaro che il tributo sarebbe stato offerto con la massima delicatezza da parte dell’artista di "Genie in a Bottle", fuggendo così dal rischio di una battaglia all’ultimo acuto.

Nei primi minuti, sulla scena appare solo la Aguilera, vocalmente perfetta in "I Have Nothing", con indosso una mantella semi-trasparente con un cappuccio, che prontamente toglierà prima di raggiungere un palco sopraelevato su cui, per mezzo delle più alte tecnologie, compare Whitney Houston di bianco vestita, direttamente dagli anni Novanta.

Insieme concludono il ritornello del successo del 1993, e magicamente l’atmosfera cambia: "The Voice" diventa ancora più grintosa con un tubino rosso, ed inizia ad accennare le prime note di "I’m Every Woman". Quell’abito preannuncia una performance da far rimpiangere i grandi varietà dei decenni passati: un corpo di ballo anima la scena, e la Aguilera accompagna egregiamente, inchinandosi di fronte alla collega nel momento esatto in cui quest’ultima scompare in una nuvola di scintille. E proprio in quel momento la magia si interrompe e ci si rende conto che ciò che si è visto non è altro che frutto di artifici tecnologici.

Questo non priva l’esibizione di un’atmosfera davvero magica e difficilmente ripetibile.

In breve, il rischio feticcio è stato altamente scongiurato e la Aguilera, ingiustamente bistrattata dalle classifiche negli ultimi anni, ha saputo nuovamente dimostrare di essere un’artista che ha ancora molto da dire o da "cantare".

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