La commedia italiana ha sempre avuto come sua caratteristica principale quella di stare al passo con i tempi, ispirarsi alla realtà di tutti i giorni per farne una satira feroce e riderci su, come hanno dimostrato i tanti titoli dei decenni d'oro del nostro cinema, gli anni Sessanta e Settanta, in cui questioni politiche e di costume erano messe al centro della narrazione.

Sulla scia di questa lunga tradizione va a inserirsi Edoardo Leo che con il suo nuovo film Che vuoi che sia decide di raccontare il vastissimo e intricato mondo dei social network, ma più in generale della Rete e di come esso possa incidere sulla morale e sulle scelte di ognuno di noi.

Ciò che ne viene fuori è una commedia molto divertente e scanzonata, ma allo stesso intelligente, ben girata e interpretata da un cast di tutto rispetto che, oltre al già citato Leo, vede al suo interno Anna Foglietta e Rocco Papaleo.

La trama

Claudio e Anna sono una giovane coppia felice che però non riesce a fare il grande passo di mettere su famiglia a causa della situazione lavorativa precaria: lei è una supplente, mentre lui un ingegnere informatico che si arrangia aggiustando computer guastati da virus.

Un giorno, però, Claudio elabora un'applicazione innovativa per la quale servono fondi da ottenere tramite un crowdfunding. La raccolta non sortisce gli effetti sperati fino a quando i due, sotto gli effetti di una sbronza, realizzano un video in cui promettono di girare un filmino porno qualora fosse raggiunta la somma necessaria per avviare il progetto. Da quel momento in poi per la coppia inizia un lungo periodo fatto di dubbi, pregiudizi e voglia di ricominciare....e nel frattempo le donazioni arrivano a cifre esorbitanti.

Giudizio critico

Leggendo la trama e tenendo presente la base di partenza dell'intreccio, si potrebbe tranquillamente catalogare Che vuoi che sia come la solita commediola fatta di gag spicciole, volgarità e intrecci da commedia dell'arte a cui ormai anche lo spettatore medio è troppo abituato per potersi divertire.

E invece Edoardo Leo riesce a tirare fuori una storia molto profonda e che soprattutto mette sul piatto questioni morali legate al classico interrogativo di cosa saremmo disposti a fare per soldi.

Una parabola sulla notorietà nell'era di internet che la pellicola snocciola con attenzione e in ogni sua sfaccettatura, supportata da un plot solido e caratterizzato da un ritmo pimpante e un'accurata analisi delle psicologie dei personaggi.

Indovinate anche le location che si dividono tra la modesta dei casa dei protagonisti e l'immenso grattacielo, sede della ditta alla quale Claudio propone il suo progetto, il cui vuoto interno sta quasi a simboleggiare la condizione della società attuale a causa dell'abuso di tecnologia.

Qualche difetto tuttavia c'è ed è rappresentato da alcune forzature nelle sceneggiatura e da uno sfruttamento parziale del cast a disposizione, basti pensare a Papaleo non carico e coinvolgente come suo solito e una Foglietta che, seppur brava, paga il fatto di non avere nelle sue corde l'accento milanese richiesto dal personaggio.

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